SALVATORE CAPONE: “IL PD SALENTINO È AL FIANCO DEI SINDACI, CONTRO L’INIQUITÀ DELLA MANOVRA DEL GOVERNO”

“Decisamente, il principio dell’equa distribuzione, dei sacrifici come del reddito, non appartiene alla cultura del centrodestra al Governo”. È con queste parole che il Segretario provinciale Salvatore Capone annuncia il sostegno del PD leccese alla giornata di mobilitazione contro i tagli della manovra, indetta dall’ANCI.

“La manovra definitiva, che ieri è stata approvata dopo innumerevoli false partenze” spiega Capone, “conferma la predisposizione all’iniquità che rappresenta il marchio di fabbrica del Governo Berlusconi. Così come viene ingiustamente, e ulteriormente, scaricato il peso della crisi sulle famiglie italiane appartenenti ai ceti deboli della popolazione, così il peso dei tagli ai costi della Pubblica Amministrazione viene scaricato esclusivamente sugli ingranaggi periferici, quegli Enti locali che più di tutti gli altri hanno il compito di garantire i servizi primari essenziali ai cittadini”.

“Non possiamo neanche dimenticare” prosegue “che proprio i Comuni hanno negli anni assicurato il miglior contributo alla riduzione della spesa pubblica, attraverso il contenimento della spesa corrente ed il rispetto dei vincoli del Patto di Stabilità. Questa manovra, oggi, mette seriamente a rischio la loro sopravvivenza e, di conseguenza, l’erogazione di tutti i servizi di loro competenza: trasporto locale, scuole, asili nido e servizi sociali”.

“In pratica, con la paralisi dell’attività amministrativa dei Comuni si andrà sempre più a penalizzare, in un periodo già di per sé drammatico, la quotidianità delle fasce più deboli della cittadinanza. Le stesse che pagano tutte le tasse, le stesse che stanno perdendo il lavoro e le stesse che stanno progressivamente perdendo i propri diritti”.

“Sono questi i motivi” conclude il Segretario provinciale del PD salentino “che ci spingono a condividere pienamente i motivi che hanno portato i Comuni d’Italia a mobilitarsi contro questa ennesima dimostrazione di quanto il governo Berlusconi-Bossi-Tremonti sia ormai anni luce distante dalle esigenze del Paese reale, lo stesso paese che sempre meno popola i loro pensieri”.

 

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