Si terrà venerdì 2 settembre 2011 alle ore 20.00 presso il Palazzo della Cultura di Poggiardo in Piazza Umberto I l’inaugurazione della mostra “De Chirico, rivisitato nell’estetica metafisica nel regno del sogno”, un originale, straordinario omaggio a Giorgio De Chirico dell’artista Max Hamlet Savauge, in esclusiva per la Puglia.

Alla manifestazione prenderanno parte il Sindaco di Poggiardo Giuseppe Colafati, l’Assessore alla Cultura Oronzo Borgia, il poeta Maurizio Nocera e lo stesso Max Hamlet Savauge.

Trenta dipinti e disegni inediti che dal 2 al 25 settembre non mancheranno di stupire e affascinare il visitatore. La mostra è visitabile nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e martedì  e giovedì dalle ore 16.30 alle ore 18.30.

In queste sue nuove rielaborative opere in omaggio a Giorgio De Chirico come compagno di viaggio, Savauge – per citare il poeta Maurizio Nocera –  “intraprende un viaggio artistico della vita verso nuovi approdi, un viaggio verso l’ignoto; si serve di Giorgio De Chirico affascinato dall’e-nigma delle sue opere fatte di elementi quotidiani e mitici, reali e irreali per studiare elementi autobiografici del maestro. Invece il mondo visionario di  Sauvage assurge a metafora del proprio percorso artistico, legato alla sua storia personale contemporanea che accomuna la sostanziale visione del mondo di G. De Chirico e di Sauvage. È un amore per l’enigma che si nutre dello studio dei filosofi, da Nietzsche a Schopenauer e Kant, da cui prende spunto una natura animata da forze misteriose perché ne subisce il fascino del caro maestro, incarnandone il suo ulteriore alter-ego nel racconto della propria vita”.
Max Hamlet Sauvage (1950) entra nell’agorà dell’arte nel 1970 e arriva ad affermare un suo autonomo linguaggio. Ritagliandosi un suo territorio, l’artista sceglie di identificarsi con la fedeltà a una cultura italiana che si è nutrita spesso di un intreccio tra ricerche popolari e sperimentazioni di avanguardia. Il fantastico rappresenta nella sua arte una presenza costante che è servita ad esprimere crisi sociale, senso di insicurezza, rivoluzione spirituale più o meno profonda. Sauvage immette forme espressive del corpo, con un segno graffiante ed eccentrico, di favola e di gioco, nella sua visione teatrale di maschere, con innesti sorprendenti in un linguaggio di surrealismo barocco e ortodosso. La sua oggettività pittorica è una sfida concettuale, politica o sentimentale, contro il tempo, e getta un ponte fra il gesto del pittore e la nostra frenetica, effimera, quotidiana e dolorosa realtà. L’arte fantastica può risultare a volte divertente, assume una connotazione mistica, erotica, ovvero indulge alla caricatura; come i sogni, dà spesso voce all’irreale, al sovrasensibile, al surreale.

Gli esponenti dell’arte surrealista agiscono in sintonia con le correnti contemporanee: più spesso seguono un percorso individuale, sommerso nei meandri della psiche, con lo sguardo rivolto più all’interno di se stessi che all’esterno. Il disegno è impronta del pensiero, rivelazione cognitiva di scrittura mentale. La sua opera testimonia l’attenzione di una coscienza che ha perso il mito della sua unità e che si sente dolorosamente divisa. (Eugenio Giustizieri)

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