“L’accelerata di Pd e Pdl per la riduzione del numero dei consiglieri regionali desta più di un ragionevole sospetto. A ben guardare appare l’ennesimo tentativo strisciante di bipartitismo che già in molte occasioni ha dimostrato di essere un gigante  dai piedi d’argilla che ha prodotto guasti

e danni al sistema democratico. La mancanza di numero legale in Commissione Cultura nella mattinata di ieri appare l’esempio più evidente di come gli accordi tra Pdl e Pd siano destinati a fallire perché, al di là dei numeri, manca l’intesa politica tra i due maggiori partiti rappresentati in Consiglio”.
Lo ha detto il presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, al termine dei lavori della VII Commissione Affari istituzionali.
“Continuiamo ad essere favorevoli al contenimento dei costi della politica – ha continuato il presidente Negro – Coerentemente con il nostro ruolo di opposizione “responsabile”, abbiamo approvato la riduzione del numero dei consiglieri regionali da 70 a 60 e siamo pronti a mettere in discussione tutto l’apparato regionale pur di ridurre costi e spese  della politica come convenzioni, consulenze, società partecipate. Ma la ulteriore riduzione del numero dei consiglieri richiede un’analisi ed un approfondimento attento perché, senza una modifica della legge elettorale, il rischio è quello di non garantire le rappresentanze dei territori e assicurare la sopravvivenza delle minoranze e quindi del sistema democratico. Inoltre l’attuazione del federalismo e  la prevista eliminazione delle Province operata dal Governo comporteranno al Consiglio regionale competenze aggiuntive che mal si coniugano con la riduzione dei consiglieri. Allo stato dei fatti il numero di 60 consiglieri ci sembra quello più razionale e non ci convince il tentativo di giustificare l’ulteriore riduzione con una possibile “premialità” da parte del Governo centrale che nasconde l’ennesimo bluff ai danni del Mezzogiorno in quanto sarà impossibile realizzare tutti i parametri richiesti”.

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