Passione per le geoscienze, sana competizione e  voglia di gareggiare per la vittoria: sono questi gli ingredienti che hanno caratterizzato la partecipazione di tantissimi giovani alle Olimpiadi Internazionali di Scienze della Terra, iniziativa nata in oriente e tenutasi quest’anno, per la prima volta nel corso della sua storia, fuori dai confini asiatici, a Modena.

Ma, presupposto un livello di competenza generale davvero molto elevato, ciò che più rallegra, considerando le lontane origini della manifestazione e il luogo in cui si è svolta, è il trionfo, durante la cerimonia di premiazione, presso il Forum Monzani, dei giovani cervelli di casa nostra, Alessandro Manieri, medaglia d’oro insieme ad altri dieci concorrenti, e Giuseppe Licci, che si è aggiudicato l’argento, entrambi studenti presso il Liceo Scientifico “Bazoli” di Lecce. Il vincitore assoluto, però, è un giovane sud-coreano, Sang Woo Ryoo, 16 anni, studente alla Chungbuk Science High School: poco più che adolescente ma con una volontà di ferro e, soprattutto, con una grande passione per le scienze della terra. Non a caso questo piccolo prodigio ha già le idee molto chiare sul suo futuro: studierà geofisica, proprio come il fratello maggiore, vincitore della seconda edizione delle olimpiadi nel 2008, ora studente negli States presso la Yale University.
A Modena, Sang Woo si è aggiudicato un premio speciale: una pietra con alcuni fossili meravigliosamente conservati, consegnatagli da Marga Rossi, vedova di Antonio Rossi, geologo e scienziato di fama internazionale, scomparso di recente.
Chi sarà l’erede del giovane venuto dall’estremo oriente? Per saperlo, l’appuntamento è nel 2012 in Argentina.