In una lettera rivolta al presidente della Rgeione Puglia Nichi Vendola, al presidente della provincia di Lecce Antonio Gabellone ed al sindaco di Nardò Marcello Risi, l’onorevole Teresa Bellanova espone le sue preoccupazioni circa la spiacevole situazione che sta caratterizzando la masseria Boncuri in questi giorni. Di seguito riportiamo la lettera:

 

“Gentilissimi,

alla luce di quanto si sta verificando nelle ultime ore presso la Masseria Boncuri di Nardò ritengo necessario interessare voi tutti, affinché si dia avvio a quanto necessario per evitare che queste persone trascorrano, nell’indifferenza di tanti, un’altra notte all’aperto, dormendo sotto gli ulivi.

La memoria mi riporta agli ultimi accadimenti, quando ci siamo spellati le mani per applaudire la loro lezione di dignità dal palco di Melpignano. Abbiamo condannato, se pur con modalità differenti, il crimine disumano del caporalato. Abbiamo assistito alla morte di un loro compagno di sofferenza e di lavoro, stremato dalla fatica, ucciso dallo sfruttamento e dall’indifferenza. Non possiamo oggi abbandonare i braccianti di Boncuri al loro destino, quando molti di loro sono ancora costretti a sottostare al ricatto dei caporali/criminali per poter percepire quell’esiguo prezzo attribuito alla loro fatica e alla loro dignità. Perché vorrebbe dire rinunciare anche alla nostra dignità, di essere umani prima ancora che di amministratori pubblici.

Le vicende che quest’anno hanno visto come teatro la Masseria Boncuri ci consegnano grandi impegni per il futuro, dai livelli di accoglienza, alla lotta al caporalato ed alla regolamentazione del lavoro stagionale nei campi di Nardò, del Salento e della Puglia. Ma questo percorso va intrapreso oggi stesso, cominciando col trovare un’immediata soluzione alle necessità di chi è costretto ancora a rimanere a Nardò.

Auspico quindi, e sono convinta che vi sia la volontà e la possibilità di farlo, che le Istituzioni che Voi rappresentate riescano ad individuare le modalità, ed a trovare quel minimo di risorse necessarie, per far sì che la stagione di accoglienza a questi lavoratori si chiuda meglio di come era iniziata. E per far sì che l’importante lezione di dignità e legalità, che Yvan e i suoi compagni hanno impartito, non resti lettera morta. Ma che inizi da oggi ad essere tradotta, invece, in una decisiva vittoria di civiltà di Nardò, del Salento e della Puglia.

Certa di una vostra pronta risposta, rimango in attesa di conoscere le eventuali misure che adotterete e colgo l’occasione per salutarVi con cordialità.”