Allo scandalo delle tessere fasulle dell’UdC, partito da Roma e giunto fino a Lecce all’indirizzo del coordinatore provinciale Totò Ruggeri, un altro esponente di rilievo del partito si indigna e sostiene, oltre ai rappresentanti anche il buon nome dello scudo crociato, esprimendosi nella nota che segue

“Chi , come me, lotta giorno dopo giorno accanto ai cittadini per stimolare la Giunta ad affrontare e risolvere i problemi della città e cerca di porre mattone su mattone per fare dell’UdC un partito serio e affidabile, non può che indignarsi e ribellarsi nel vedere tutto questo lavoro danneggiato da futili questioni che dovrebbero trovare soluzione in un serio confronto , interno al partito, la cui immagine, invece, col clamore mediatico in negativo, si appanna.
La gente deve sapere, invece, che l’UdC di Lecce, unita attorno al coordinatore provinciale Ruggeri, non è un partito di  tessere, ma di iscritti che partecipano attivamente. Un partito che cerca di affascinare e coinvolgere gli elettori.  L’UdC di Lecce è un partito, che, a differenza di altri partiti, ha la sua chiara identità, essendo il collante comune condiviso fatto di valori, ideali e dal simbolo dello scudocrociato. Cerchiamo di essere “Laboratorio di idee, Cantiere della buona politica” come ho scritto anche sulla mia carta intestata. Questo, noi UdC di Lecce siamo veramente, perciò esprimo la mia profonda indignazione e mi ribello contro questo autolesionismo mediatico.
Con quotidiano impegno  e con progetti e proposte continuerò a lavorare , in totale sintonia con Ruggeri , per ridare una speranza ai cittadini leccesi e condurre al successo il Nuovo Polo di Centro che , ne sono sicuro , alle prossime elezioni amministrative, avrà un ruolo essenziale e determinante per realizzare una reale alternativa di cambiamento al Comune di Lecce, tanto attesa dai cittadini”.