Le vacanze estive sono agli sgoccioli: il 12 settembre, quasi 8 milioni di studenti ritorneranno a scuola. Per alcuni, l’anno scolastico è iniziato anche prima; già da oggi, infatti, le lezioni sono riprese al liceo classico di Roma “Torquato Tasso”, per altri, riprenderanno nei prossimi giorni.

In Campania e in Toscana, invece, la prima campanella suonerà il 14, in Puglia e nelle isole il 15, mentre saranno l’Abruzzo, la Basilicata e l’Emilia Romagna ad iniziare più tardi, addirittura lunedì 19. Per tutti, comunque, sarà un autunno “bollente”, a cominciare dal caro libri, dalle classi “ghetto”, per poi finire sui soliti problemi legati all’edilizia scolastica, al precariato: tra Ragusa e Palermo, 6 persone sono in sciopero della fame da una settimana e, proprio ieri, il gruppo di Ragusa è finito in ospedale. Anche gli studenti sono pronti a farsi sentire, annunciando manifestazioni di piazza per la giornata del 7 ottobre. Ad alzare la voce sul caro libri, invece, sono genitori e associazioni di consumatori. Da un’indagine dell’Adiconsum, oltre la metà delle classi nelle scuole superiori ha superato i tetti di spesa previsti dal Ministero dell’Istruzione. L’Associazione dei genitori italiani ha chiesto almeno di poter dedurre l’acquisto dei libri scolastici, una questione sulla quale il Ministro dell’Istruzione Gelmini è intervenuto, promettendo sanzioni “attraverso una riduzione del trasferimento dei fondi” alle scuole che non rispettano il tetto massimo di spesa. Secondo il Codacons, le famiglie per mandare i figli a scuola arriveranno a sborsare l’8% in più, tra libri e corredo scolastico, rispetto allo scorso anno. Mentre c’è chi va a caccia dell’affare su e-Bay, le cui vendite hanno registrato un aumento, la Federcartolai propone un kit a fronte del caro prezzi: zaino, astuccio e vari articoli di cancelleria possono essere acquistati con meno di 20 euro. Quella dell’edilizia scolastica è poi una piaga che ogni anno ritorna prepotentemente all’ordine del giorno: un problema sul quale l’Associazione dei contribuenti italiani ha puntato il dito, visto che 2 scuole su 3 risultano non a norma e devono essere messe in sicurezza. A Milano, invece, si protesta per quella che viene definita come la “classe ghetto” nella scuola primaria di via Paravia, nella quale sono troppo pochi gli alunni e tutti stranieri. In merito alla questione, si è espressa ancora la Gelmini, sottolineando come gli alunni siano già stati sistemati in altri plessi a 500 metri di distanza. “Per favorire l’integrazione reale – ha poi aggiunto – serve la presenza di studenti italiani e stranieri”. Sull’ombra della manovra fiscale, la stessa ha assicurato che i tagli riguarderanno il Ministero, non la scuola, ma intanto il futuro appare comunque incerto per famiglie, studenti e lavoratori. E poi mancano i presidi, in molti istituti ci sono solo reggenze. Il concorso è in atto: il prossimo 5 ottobre si terranno le prove e le 2.386 nomine arriveranno non prima del settembre 2012. L’unica nota positiva è per gli studenti delle superiori impegnati nel recupero dei “debiti” scolastici: gli esami di riparazione si terranno regolarmente, nonostante lo sciopero generale indetto per la giornata di domani. Lo ha chiarito Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc-Gcil, il quale ha anche sostenuto che chi è obbligato al servizio sarà al lavoro.      

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