Schede taroccate per limitare il flusso telematico diretto ai Monopoli di Stato. 100 quelle sequestrate dalla guardia di finanza tra la provincia di Lecce, Foggia e Bari, che avrebbero consentito percentuali di guadagno ad esercenti, gestori e produttori.

7 gli indagati, tutti della provincia di Lecce: si tratta di Lorenzo Ferrari, Silvano De Leone e sua moglie Annarita De Lorenzis, di Marco e Stefano De Lorenzis, tutti di Racale, la cui famiglia è conosciuta in paese col nome di “Ciolo”, e ancora di Matteo Cazzato e Donatello Rizzo, entrambi di Melissano. Tra loro, soci e rappresentanti legali della ditta Play One di Racale, ma anche chi si occupava di piazzare le schede artatamente contraffatte negli esercizi e di chi le avrebbe prodotte. Il reato ipotizzato nei loro confronti è quello di ricettazione e diffusione di programmi diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico.

Le schede, denominate Lucky Gold Plus, erano state installate a Surbo, Lecce, Racale e Maglie, ma anche a Manfredonia, Foggia, Corato, nel barese, e Carapelle, nel foggiano. L’operazione delle fiamme gialle è scaturita da un controllo alla circolazione stradale effettuato nell’agosto scorso, quando a bordo di un’auto furono fermati 2 dei 7 indagati, trovati in possesso di una trentina di schede, per le quali non avevano i nulla osta necessari, non riuscendo nemmeno a giustificarne il possesso. Le fiamme gialle hanno così voluto vederci a fondo, richiedendo ai Monopoli la lista delle attività in cui erano state installate le Lucky Gold Plus, le cosiddette “new slot”. Dalle prime luci del giorno, i finanzieri, al comando del colonnello Vito Pulieri, hanno effettuato diverse perquisizioni a carico degli indagati, durante le quali sono state poste sotto sequestro circa 100 congegni elettronici. Oltre a limitare il flusso telematico diretto all’Aams, le schede consentivano, con una combinazione di tasti, di giocare a videopoker illegali. Altre invece, erano state clonate ed erano prive di qualsiasi collegamento alla rete. Il volume d’affari è in corso di quantificazione, così come l’importo dell’evasione fiscale che ne è scaturita. Il decreto di sequestro probatorio è stato firmato dal Pm Carmen Ruggero. “Le schede sono state acquistate, con regolare fattura, da una ditta che si trova fuori Regione – dichiara l’avvocato Francesco Fasano, che assiste alcuni degli indagati – i miei assistiti hanno messo a disposizione dei militari qualsiasi documentazione in loro possesso”.