Quindici milioni per le piccole imprese innovative delle Puglia, le aziende capaci di trasformare la ricerca in imprese reali, dunque dotate di struttura produttiva con occupati regolarmente assunti. Così il Piano straordinario per il Lavoro in Puglia investe sull’innovazione promuovendo due interventi: un nuovo bando da 10milioni destinato alle imprese innovative già costituite e il rifinanziamento con 5milioni di euro dell’avviso destinato alle aziende innovative di nuova costituzione

. Il nuovo bando, quello da 10milioni, tuttavia si trasforma in modo significativo, diventando per la prima volta a sportello cioè aperto sino all’esaurimento delle risorse. Così la spinta all’innovazione diventa forza propulsiva per movimentare il mercato creando competitività e importanti opportunità di occupazione.

Gli avvisi si rivolgono infatti alle aziende piccole (fino a 49 addetti) e piccolissime (non più di 9 addetti) con la caratteristica essenziale di essere innovative. Per definirsi tali le imprese devono dedicare a ricerca e sviluppo almeno il 15% dei costi operativi totali.

Gli interventi saranno pubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia di giovedì 14 settembre e saranno immediatamente attivi.

Con questi avvisi sale a 15 il numero di interventi del Piano per il Lavoro e ad oltre 171,5 milioni le risorse pubbliche già impegnate sui 340milioni di euro totali.

Ma c’è un’ulteriore novità: nasce il Pia (Progetti integrati di agevolazione, da sempre destinato soprattutto alla media impresa), per le piccole aziende che avrà una dotazione di 30milioni di euro. Si tratta in realtà di uno strumento nuovo che non trasforma il precedente (rivolto alle medie imprese) ma si aggiunge a queste per offrire un ventaglio più ampio di opportunità alle piccole imprese, che rappresentano la quasi totalità del tessuto produttivo pugliese. Sotto il profilo dell’iter, esiste già il Regolamento che disciplina questo nuovo intervento (è il n. 4 del 2011) mentre l’avviso vero e proprio uscirà entro fine mese e sarà a sportello.

“Oggi – ha detto la vice presidente della Regione Puglia e assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone – manteniamo la promessa fatta a maggio con l’uscita delle graduatorie: non solo rifinanziamo i bandi ma ne miglioriamo la struttura rendendola più adatta alle necessità delle imprese. La Puglia coglie cosi la sfida dell’innovazione e ne sfrutta le opportunità in ogni sfaccettatura perché è l’innovazione a renderci competitivi sui mercati esteri e ad offrire occupazione ai nostri cervelli altrimenti costretti ad usare le proprie qualità in un’altra regione o in un altro Paese”.

 

 

Gli avvisi per le imprese innovative

Il nuovo avviso da 10milioni di euro si chiama per intero “Aiuti alle piccole imprese innovative operative”, si rivolge alle aziende piccole (fino a 49 addetti) e piccolissime (non più di 9 addetti) costituite nei cinque anni precedenti alla presentazione della domanda. Caratteristica essenziale, essere innovative. Per definirsi tali le imprese oltre ad aver dedicato a ricerca e sviluppo almeno il 15% del totale dei costi operativi devono operare in settori innovativi: materiali avanzati, aerospazio e aeronautica, Ict (Tecnologia dell’informazione e della comunicazione), logistica avanzata, ambiente e risparmio energetico, salute dell’uomo e biotecnologie, agroalimentare, sistemi avanzati di manifattura nel settore tessile, della moda, del legno e arredo, della tecnoilluminazione e della meccatronica, tutti comparti fortemente strategici per la Puglia.

L’intervento permetterà alle imprese di ricevere aiuti per realizzare opere edili, acquistare impianti e macchinari, licenze e brevetti. Saranno agevolate anche le spese di gestione per il personale dipendente, per le tasse, per l’affitto di immobili e macchinari, per l’energia, l’acqua e il riscaldamento. Il tutto per i primi tre anni di vita dell’impresa e fino ad un massimo di 1milione 200mila euro per ciascuna azienda finanziata. L’intensità massima di aiuto per gli investimenti non può essere superiore al 60% dei costi ammissibili, di cui il 35% per le spese nei primi due anni e il 25% per quelle del terzo. Condizione essenziale per l’erogazione del beneficio economico è la sostenibilità ambientale dell’iniziativa e l’assunzione regolare dei lavoratori con un modello organizzativo che faciliti la conciliazione lavoro/famiglia.

L’altro avviso, “Aiuti alle piccole imprese innovative di nuova costituzione”, è in tutto simile al precedente fuorché per la tipologia di aziende, che in questo caso saranno in procinto di aprire i battenti o al massimo essersi costituite entro i sei mesi precedenti alla presentazione della domanda.

Entrambi gli avvisi per le imprese innovative sono finanziati con il Programma Operativo – Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR).

Per partecipare ai bandi è necessario compilare la domanda via web collegandosi al sito www.pianolavoro.regione.puglia.it. (e www.sistema.puglia.it)

 

Le precedenti edizioni dei bandi per le imprese innovative

L’avviso dedicato alla imprese innovative nella precedente edizione ha fatto registrare l’arrivo di ben 18 domande. Di queste, ammissibili sono state 6 su 10 istruttorie completate e il contributo concedibile è stato di 2,3 milioni di euro, mentre i lavoratori previsti sono risultati 41.

A completare il quadro interviene l’altro bando dedicato alle imprese innovative già operative. La graduatoria uscita a maggio include 13 imprese sulle 19 che hanno fatto domanda. Le 13 proposte ammissibili per 15.098.998 milioni di investimenti riceveranno contributi per 7.067.080 euro e incrementeranno il personale con 90 nuove assunzioni.

 

Bando Pia per piccole imprese

I nuovi bandi Pia (per intero “Aiuti alle piccole imprese per progetti integrati di agevolazione), rappresentano uno strumento aggiuntivo e complementare al Pia per le medie imprese. In questo caso la Regione incentiva i programmi di investimento promossi dalle imprese di piccola dimensione, che rappresentano una risorsa viva ed essenziale per lo stato di salute di un territorio. Nel nuovo bando per le piccole imprese la Regione Puglia destina un importo complessivo di 30milioni di euro per gli investimenti in ‘attivi materiali’ (acquisto di suoli, opere murarie, acquisto di macchinari, impianti, attrezzature, programmi informatici, brevetti e know-how), in servizi di consulenza (riguardanti l’innovazione, l’ambiente e l’internazionalizzazione) e in investimenti per lo sviluppo di e-business.

I destinatari sono le piccole imprese che alla data di invio della richiesta per i contributi abbiano già approvato almeno tre bilanci e registrato nei tre esercizi precedenti un fatturato medio non inferiore a 3milioni di euro. Inoltre devono aver avuto in organico, nei 12 mesi precedenti la domanda, almeno 20 unità lavorative.

Le agevolazioni per l’acquisto del suolo e le opere murarie sono concesse per il 35% dei costi ammissibili, mentre gli aiuti per l’acquisto di macchinari, di programmi informatici e di brevetti rappresentano il 50% dei costi ammissibili.

 

La ricerca e le imprese innovative in Puglia

Negli ultimi anni la Regione Puglia ha fortemente puntato su ricerca e innovazione  investendo nel nuovo ciclo di programmazione regionale 2007-2013 1.762 milioni di euro.

Anche per questo oggi le imprese innovative sono in crescita.

Si tratta soprattutto di piccole aziende, principalmente spin-off e start-up di derivazione universitaria e degli enti pubblici di ricerca.

Alla fine del 2009 la Puglia contava a livello nazionale il 5,8% di tutte le spin-off (802 in Italia). Un dato che è ulteriormente cresciuto nel 2010 grazie al bando regionale per le imprese innovative che vede già ammessa la costituzione, fino ad oggi, di 6 nuove imprese, un numero destinato a crescere visto che il bando, a sportello, non ha ancora esaurito le risorse.

Così la Puglia è la prima regione del Sud per numero di imprese innovative, ma addirittura tra le prime a livello nazionale, con una prestazione superiore a quella del Trentino Alto-Adige (2%), del Veneto (4,6%) e della Liguria (3,2%), di poco inferiore al Friuli Venezia-Giulia (6%) e al Lazio (6,6%). Se si guarda ai fatturati medi, la Puglia balza nel gruppo di testa, insieme a Toscana e Trentino, mentre appare in linea con la media nazionale per quanto riguarda l’occupazione media nelle imprese innovative, calcolata in termini di risorse equivalenti a tempo pieno (7,7 unità, contro le 19 del Trentino, che risulta la Regione con la più alta occupazione media nelle spin-off).

Secondo l’ultimo rapporto della Banca d’Italia, dopo anni di ritardi l’attività di ricerca e sviluppo in Puglia ha registrato un recupero anche grazie alla ricerca nel settore pubblico e nelle università. Dal 2002 la spesa in R&S in regione è cresciuta più rapidamente che in Italia e nel Mezzogiorno. Anche sotto il profilo degli addetti alla ricerca la Regione ha registrato un incremento significativo, più rapido che nel resto del Mezzogiorno: se nel 2002 gli addetti erano 1,3 ogni mille abitanti, nel 2008 erano diventati 2,0 ogni mille abitanti. L’output dell’attività innovativa, inoltre, misurato col numero di brevetti per milione di abitanti depositati presso l’European Patent Office, è più che raddoppiato tra il 2002 e il 2007.

 

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