L’assessore Provinciale Filomena D’Antini Solero, censura le solite polemiche opportunamente fomentate da chi usa il sindacato per scopi politici e di chi forse per contrapposizione politica vorrebbe che il progetto libera si affossasse.

Il progetto in piedi da 11 anni ci vede impegnati a garantire percorsi di inclusione e protezione sociale a coloro che sono vittime del traffico di esseri umani e di sfruttamento a scopo sessuale e lavorativo.
Un progetto che allo stato ci ha consentito di accogliere anche alcuni immigrati ex dipendenti della Tecnova, ad alcuni stiamo  garantendo vitto e alloggio ed altri altri programmi di protezione sociale con presa in carico territoriale, tutti inviati dalla procura di Lecce  dopo un’accurata indagine della squadra mobile II sezione investigativa di Lecce.
Stiamo valutando in questi giorni altri invii da parte della Procura di Lecce, allo stato abbiamo in carico 59 vittime, di cui 21 in ospitalità con vitto e alloggio e i restanti 38 in carico territoriale, per entrambi sono stati attivati i programmi di protezione sociale.
Siamo continuamente in contatto con il Ministero e con il Dipartimento per le Pari Opportunità, al fine di individuare ulteriori altre risorse per dare continuità a Libera e prendere in carico  altre vittime ridotte in schiavitù e servitù. E proprio in questi giorni stiamo predisponendo un nuovo progetto da inviare al ministero. L’obbiettivo della Provincia di Lecce è di dare ancora più risposte alle vittime di tratta e di riduzione in schiavitù.
Stiamo lavorando senza pause sul progetto Libera, afferma l’Assessore D’Antini Solero,  progetto che, grazie al prezioso supporto degli uffici provinciali e di alcune  operatrici, ha attivato una fitta rete interistituzionale con la Procura di Lecce, la Prefettura di Lecce, Brindisi e Taranto, la Questura di Lecce, Brindisi e Taranto. Questa Rete consente alle vittime di regolarizzare la loro posizione ottenendo i permessi di soggiorno speciali  anche grazie ai programmi di protezione.
Altro importante Partner è l’ASL  di Lecce che mette a disposizione personale e strutture per le vittime con problemi di salute, questa collaborazione ci consente di ottenere il codice STP che permette alle vittime di usufruire del servizio sanitario gratuito. Il Rapporto di partenariato continua anche con il comune di Venezia, comune capo fila del numero verde antitratta 800290290.
Il Progetto vede il coofinanziamento della Province di Brindisi e Taranto, importanti partner che consentono di estendere gli interventi sulle vittime dell’intero territorio Salentino. Molte sono le associazioni gli enti pubblici e privati di tutt’Italia, anch’essi partner, che facilitano lo spostamento della vittima da un territorio all’altro per ragioni di sicurezza.
Una Rete fitta di attività,  sostiene l’Assessore D’Antini Solero, che non può essere smontata dalle illazioni demolitorie di chi utilizza il sindacato per pura contrapposizione, senza conoscere nei dettagli l’incessante attività tutta documentata, posta in essere dalla Provincia di Lecce, che pur se in un momento di scarsezza di risorse economiche non trascura gli immigrati ridotti in condizioni di servitù e schiavitù presenti nel nostro territorio.