Aveva 10 anni quando comincio’ ad aggiustare bici, da allora e per 75 anni non ha mai smesso di fare il suo amato lavoro, fino a stamattina quando un robivecchi ha svuotato la sua bottega da centinaia di bici. I parenti e la vita hanno deciso che quella saracinesca non si alzerà piu’

Piangeva Vincenzo De Giovanni, Mesciu Nzinu per tutti, mentre alcuni operatori caricavano le bici giacenti su un camion parcheggiato davanti alla sua bottega in via Idomeneo, angolo con via Umberto I, a due passi dalla basilica di Santa Croce. Si stavano portando via la sua vita, il suo piu’ grande interesse e il suo passatempo da quando e’ in pensione. Tutto ciò per cui ha vissuto negli ultimi 75 anni. Non ha voluto mai chiudere, neanche quando raggiunta l’età pensionabile, avrebbe potuto farlo e dedicarsi ad altro. Ma lui non aveva altri interessi, ha vissuto una vita tra carter, copertoni e telai a gonfiare, riparare e sistemare centinaia di biciclette quando erano i mezzi di trasporto più usati. Non si e’ mai sposato, non ha avuto figli e nipotini di cui occuparsi, il suo lavoro al centro di ogni interesse. Ora vive con una nipote, ha un fisico esile e deambula a fatica, per i suoi parenti e’ giustamente giunto il tempo di chiudere, potrebbe avere degli infortuni. Ma come convincerlo. In quella bottega ci sta da vent’anni, prima stava in via XXV luglio, e’ lui a confermarlo venendo incontro alla memoria incerta della nipote, segno di una mente lucida e attenta come tutti viventi della sua generazione.  Classe 1926, ha vissuto il secolo piú veloce della storia dell’umanità, un secolo che si è aperto con i lumi a petrolio e le carrozze trainate dai cavalli e si é chiuso con il boing e i personal computer. E Mesciu Nzinu sempre li costante, alle prese con il mezzo di trasporto piú semplice ed economico, tornato in auge nella ricerca della forma fisica a tutti i costi degli ultimi decenni. Ma anche mezzo alternativo al traffico selvaggio e snervante delle città. Eppure centinaia di clienti di Mesciu Nzinu avevano dimenticato di ritirare le proprie bici e forse anche la bottega dell’artigiano. Se ne ricorderanno quando avranno bisogno di una gonfiatina alle ruote o della riparazione per una foratura? Perché la modernità ha cambiato molte cose, i centri assistenza specializzata per veicoli a motore hanno soppiantato le vecchie officine meccaniche, non é così per le bici. Quel pezzo di storia collocato nella bottega di circa 40 metri quadri, un vecchio locale con volte a stella, al centro di Lecce, infastidiva il vicinato. Si percepiva dal vociare dei passanti stanchi di quello che consideravano una vista indecorosa nel centro storico. La modernità ci impone anche questo, il decoro sta nella vista di pub, di wine bar, di enoteche ma non certo nelle botteghe di artigiani che hanno contribuito alla crescita economica e sociale di questo bizzarro Paese, ma a Mesciu  Nzinu  questo non lo abbiamo detto.

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