Salice Salentino. Litiga con il gestore di un bar, va a casa e prende un coltellaccio da cucina, ma sulla sua strada di ritorno incontra i carabinieri e li minaccia. Per questo motivo sono scattate le manette per Tonio Leone, un trentaseienne del posto, già noto alle Forze dell’Ordine, con l’accusa di minaccia aggravata a Pubblico Ufficiale.

È accaduto ieri alle 21.45 nel parco giochi “Giovanni Paolo II”, in pieno centro a Salice Salentino.

Stando alla ricostruzione dei carabinieri, Leone d’improvviso – e per motivi che sono ancora al vaglio degli investigatori – ha un diverbio con il gestore di un chiosco-bar: parole pesanti, poi pare anche una breve colluttazione fisica, al termine della quale l’aggressore viene allontanato da suoi conoscenti per evitare il peggio.

Sono momenti concitati, questi, in cui a sedare gli animi intervengono anche guardie giurate lì presenti.

Ma l’uomo ha evidentemente deciso di non desistere dal suo intento di “punire” il suo “avversario”.

Giusto il tempo di tornare a casa e di armarsi di un coltello da cucina (dalla lama lunga 20 cm) e torna sui suoi passi, ancora in direzione del parco.

Lì però, nel frattempo, era giunta una pattuglia Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Campi Salentina, intervenuta proprio a seguito del primo episodio violento.

E così i militari vedono arrivare sul posto il Leone.

Riconosciutolo, gli operatori lo invitano a farsi controllare e identificare, onde indurlo a più miti consigli; l’uomo (che manifestava peraltro un forte alito vinoso) non vuol però sentir ragioni, è infuriato e pretende di raggiungere di nuovo il gestore del bar, al cui indirizzo urla ripetutamente minacce di morte.

E cerca di avvicinarsi al suo obiettivo, brandendo il coltellaccio prima per aria, poi all’indirizzo dei carabinieri che cercano di sbarrargli il cammino e che per poco non vengono colpiti dalla lama.

Mentre la gente intorno si allontana impaurita dal bar e segue la scena, appare ormai chiaro che le parole non servono più.

I due Carabinieri, allora, tentano di bloccare fisicamente LEONE: nonostante questi cerchi di divincolarsi tra strattoni e graffi (alla fine procurerà loro lesioni giudicate guaribili in 5 giorni), finisce ammanettato in pochi secondi.

Cosa che non gli impedisce di continuare a minacciare la sua mancata vittima.

Ma che gli comporta anche l’arresto in flagranza di reato per minaccia aggravata a Pubblico Ufficiale (art. 336 c.p.), disposto dalla dott.ssa Angela Rotondano, P.M. di turno della procura della Repubblica di Lecce, oltre che la denuncia per porto illegale di strumenti atti a offendere.

Con conseguente immediata traduzione presso la Casa circondariale di Lecce – Borgo S. Nicola.

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