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11 Settembre – una storia che continua questo è il titolo del suo libro. Lei cosa stava facendo  quell’11 Settembre del 2001?

L’11 Settembre tutti ricordiamo perfettamente cosa stavamo facendo. Io stavo facendo le valigie perché la mattina dopo dovevo andare a Washington.

Questo credo dia l’idea di quanto personalmente abbia sentito come un evento davvero forte l’11 Settembre, non soltanto per quello che accadeva a livello internazionale ma anche personale: la mattina dopo io dovevo essere a Washington.

Come nasce l’idea di questo libro?

Nasce con l’idea di raccontare la storia delle persone. Nel decimo anniversario era prevedibile che sarebbero uscite molte pubblicazioni di carattere storico, internazionale e geopolitico su come la Storia è cambiata in questi dieci anni. A me interessava cercare di capire come era cambiata la vita delle persone: i vigili del fuoco, i poliziotti, i familiari delle vittime, ma anche persone comuni che indirettamente hanno vissuto l’11 Settembre sulla propria pelle.

Cosa ha provato mentre faceva queste interviste, mentre parlava con queste persone?

È stata un’emozione. Sono incontri che mi rimarranno per sempre impressi. Finché ci si confronta con la storia dei familiari delle vittime dell’11 Settembre leggendo un articolo o guardando un film si può essere toccato ma rimane sempre una sorta di distanza. Quando invece come nel mio caso ci si trova faccia a faccia con queste persone, che magari ancora piangono ricordando quello che è successo, si mescola la tua vita assieme a quella di queste persone.

C’è una storia in particolare che l’ha colpita?

Ogni storia. Perché ogni singola storia rappresenta la vita di una persona, quindi è difficile scegliere. Per quello che rappresenta simbolicamente mi ha colpito l’incontro, le parole del capo dei vigili del fuoco di New York dell’epoca, peraltro di origine italo-americana Daniel Nigro, che quel giorno ha perso trecentoquarantatré uomini, suoi compagni di lavoro. Lui mi ha detto che il più grande tributo per la sua vita dopo l’11 Settembre è un semplice bigliettino scritto da un bambino che diceva: avete fatto la cosa giusta. Quindi questo è il più grande riconoscimento che ha ricevuto per un sacrificio così grande.

Per concludere, a chi consiglierebbe questo libro?

Io lo consiglierei a tutti perché davvero l’11 Settembre ha toccato tutti, ognuno di noi in un modo più forte o meno forte, ma davvero è difficile trovare negli ultimi trent’anni un evento che ha caratterizzato così tanto la nostra vita come l’11 Settembre. Penso che in qualche modo attraverso la lettura di questo libro ci si possa immedesimare nelle storie di dolore ma anche di coraggio e di speranza che queste persone a New York e Washington hanno vissuto in quei giorni e in questi ultimi 10 anni.

 

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