È un evento straordinario quello verificatosi nella notte tra il 19 e il 20 settembre, nell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo. Il quarto, documentato nel giro di 5 anni sulle nostre coste.

Dopo Torre dell’Orso e San Basilio, località del litorale adriatico e Campomarino di Maruggio, nel tarantino, su una spiaggia a circa 500 metri a sud della torre di Torre Lapillo, lungo la linea ionica, intorno alle 1.30, un primo esemplare di tartaruga marina della specie “Caretta caretta” è emerso dalla sabbia, seguito poi da altri 19. Nonostante nidifichi regolarmente nel Salento, la “Caretta caretta” è un animale raramente osservabile in natura. Lo scorso 19 luglio, però, il signor Maurizio Ariano riuscì a scorgere per caso la presenza di un esemplare adulto poco distante dal nido. L’impressione fu che l’animale, fuori dal suo elemento naturale, potesse aver bisogno di aiuto. Solo dopo, egli si rese conto che in realtà la tartaruga aveva deposto le uova e si apprestava a ritornare in mare. Da quel momento, tutti, cittadini e turisti, hanno seguito con interesse il lungo periodo di incubazione, sperando per il bene dei piccoli rettili marini. Ad assistere al lieto evento, i tecnici sia del Centro recupero tartarughe marine dell’Osservatorio Faunistico Provinciale del Museo di Calimera, sia del Centro recupero tartarughe marine del Parco di Rauccio, incaricati dall’Area Marina Protetta di Porto Cesareo sul monitoraggio scientifico del sito. Le uova sono state sorvegliate dalla stessa Area Marina con la collaborazione anche dei volontari di Legambiente e del Corpo Nazionale Guardie Ecologiche Ambientali (Co.N.G.E.A.V.), con i quali è stato possibile realizzare un campo base per il controllo del nido e l’informazione ai cittadini. In questi due mesi di attesa, i tecnici hanno provveduto alla misurazione delle temperature, da quella esterna fino ai 40 centimetri di profondità nella sabbia, per ben tre volte al giorno, alle ore 8, alle 12 e alle 20, garantendo un aggiornamento costante del registro di campo. “L’attività – secondo Chiara Caputo, referente del Centro recupero per tartarughe marine di Calimera – è stata svolta allo scopo di accertare che le condizioni ambientali fossero idonee a garantire lo sviluppo degli embrioni”. Nei rettili, infatti, la salute del feto dipende proprio da tali fattori. Uscite dalla sabbia, le 20 piccole tartarughe sono state tenute sotto osservazione per qualche istante, prima di raggiungere il mare. Si tratta, dunque, della seconda nidificazione rilevata e monitorata sull’arco ionico pugliese, dopo quella di Campomarino di Maruggio e che, peraltro, ha già registrato una nuova schiusa avvenuta la scorsa notte, intorno alle 1.10. Ad emergere dalla sabbia, questa volta, sono state in 3 che vanno così ad aggiungersi alle prime 20. Rimangono nel nido ancora delle uova e potranno nascerne delle altre nelle prossime ore. E noi le attendiamo trepidanti!

 

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