Appaiono torri minacciose al largo del Salento e sale l’allarme dei pugliesi e del mondo politico. Alla notizia della presenza in mare di una torre petrolifera davanti ai litorali leccesi, visibile da San Cataldo a Santa Cesarea Terme, e raccogliendo la preoccupazione dei cittadini, il presidente del Consiglio regionale ha invitato gli uffici regionali ad assumere “ogni necessaria informazione”.

Come riferito da fonti di stampa, fa notare, al largo della costa salentina “si è materializzata una piattaforma per le ispezioni sismiche in mare, una struttura enorme, con tanto di torri bianche e rosse, visibile dai numerosi centri litoranei”.
Il presidente Introna segnala il recente “avvistamento” nella nota inviata al direttore d’area per la tutela ambientale e al coordinatore dell’Avvocatura regionale, in seguito alle autorizzazioni del Ministro dell’Ambiente per ispezioni sismiche nel Basso Adriatico, da Monopoli ad Otranto, annunciate ufficialmente il 28 luglio dalla società Northern Petroleum ai propri investitori. La richiesta ai dirigenti regionali è di assumere presso il Ministero le notizie indispensabili per dar luogo al ricorso della Regione Puglia, da predisporre quanto prima contro decisioni che minacciano la qualità dell’ambiente e del paesaggio, in una zona di altissimo interesse turistico.
Le preoccupazioni si estendono alla tecnica dell’air gun impiegata per le prospezioni, nella ricerca di giacimenti di idrocarburi: esplosioni sottomarine di aria compressa in mare, per rilevare attraverso i segnali riflessi la presenza di sacche nella piattaforma continentale.
“Il rischio di pesanti ricadute sul già delicato equilibrio marino è assolutamente inaccettabile”, osserva il presidente del Consiglio regionale pugliese.
Per Introna, “pochi barili di pessimo petrolio non valgono il futuro di milioni di pugliesi e di balcanici, che traggono ragione di vita dall’Adriatico. Non valgono un solo splendido delfino spiaggiato, com’è già accaduto nel mare pugliese a diversi cetacei, disorientati dai sonar delle prospezioni”.

 

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