Salvaguardare la memoria culturale della Puglia tutelandone musiche e danze popolari ora affidate solo alla tradizione orale, e sostenendo la loro promozione anche attraverso la creazione di archivi multimediali in cui conservare questo straordinario patrimonio artistico che rappresenta, da sempre, una marcia in più per il turismo della nostra regione.

Sono alcuni degli obiettivi che intende raggiungere il consigliere e segretario regionale del Pd pugliese, Sergio Blasi, che ha per questo messo a punto e presentato una proposta di legge per la tutela e la valorizzazione delle musiche e delle danze popolari di tradizione orale. Si tratta di un intervento normativo con il quale la Regione Puglia è perfettamente in sintonia con le disposizioni della convenzione Unesco (Parigi 17 ottobre 2003) sulla salvaguardia dei patrimoni cosiddetti immateriali. “L’intento della legge – spiega Blasi – è quello di impedire che si disperdano, insieme al veicolo principale con il quale sono stati sempre tramandati, i valori e le tradizioni della nostra cultura popolare. Per questo – aggiunge – è importante che la Regione sostenga, utilizzando lo strumento del Programma pluriennale di interventi nel settore della musica popolare, quell’insieme variegato di soggetti che lavorano per custodire e far vivere le musiche e le danze tradizionali della Puglia. Per questo – rileva il consigliere – bisognerà dedicare particolare attenzione alla ricerca e alla pubblicazione delle performance degli anziani cantori, i veri depositari dei saperi musicali: le loro performance, infatti, dovranno essere registrate e inserite in archivi multimediali che resteranno così, per sempre, a disposizione della collettività”. Grazie a questa proposta di legge, dunque, associazioni culturali, gruppi musicali, case editrici specializzate e Enti locali non saranno più lasciati soli nel lavoro di conservazione e promozione della nostra memoria musicale. Troppo spesso, infatti, sono poche le risorse a disposizione per concerti, iniziative culturali e corsi di danza che, oltre tutto, aiutano a Puglia a farsi conoscere e apprezzare in tutto lo stivale ma anche all’estero.
La legge messa a punto dal consigliere Pd, prevede precisi criteri in base ai quali affidare determinati contributi che, come precisa il suo articolo 9 (vedi allegato), non potranno essere utilizzati per nessuna altra finalità. Ad esempio, per i soggetti non pubblici abilitati a usufruire del sostegno regionale, è prevista l’iscrizione a un apposito Albo. Per i gruppi e le associazioni operanti nel settore, invece, sono previsti contributi, nella misura del il 20% della spesa, per l’acquisto, il miglioramento e il completamento delle attrezzature musicali; per l’organizzazione di attività fuori regione; per corsi di formazione sulle musiche tradizionali (il contributo sale al 50% se si coinvolgono ‘anziani depositari’) e per la realizzazione di produzioni musicali su cd o dvd. Agli Enti locali, poi, andranno contributi (50% della spesa) per realizzare archivi e biblioteche multimediali in raccordo con le reti archivistiche e bibliotecarie regionali; e per la realizzazione di festival e raduni (30% della spesa). Contributi, infine, sono previsti anche per l’editoria specializzata e la pubblicazione di ricerche e studi, con particolare attenzione alle opere multimediali che permettono accesso diretto alle fonti storiche della tradizione musicale e coreutica regionale.