Proprio in questi giorni, l’Amministrazione Comunale galatonese ha attivato le procedure per la liberazione delle terre ormai da secoli gravate da “usi civici”, presenti su circa 190 ettari a Sud – Est del territorio del paese e precisamente nelle aree riguardanti le contrade “Fulcignano”, “Serre”, “San Luca”, “Cappuccini”, “Fiume”.

Questo l’argomento centrale che sarà trattato nell’incontro pubblico con la cittadinanza e i vari esperti nel settore, voluto fortemente dall’Assessore all’Urbanistica Geometra Ginetto Filoni, e previsto per Martedì 27 Settembre alle ore 17:00 presso il Palazzo Marchesale.
“Questo problema fino ad oggi ha creato non poche difficoltà ai cittadini che per varie ragioni si sono trovati di fronte a tale vincolo” afferma l’Assessore Ginetto Filoni. “Nei secoli passati” ci racconta l’Assessore Filoni “quando il nostro paese era nelle mani dei feudatari, i quali erano proprietari della maggior parte delle terre presenti sul territorio, vollero garantire un servizio alla collettività, dando così la possibilità al popolo di poter pascolare il proprio gregge, tagliare l’erba, raccogliere dei frutti su queste terre di possesso feudatario; in cambio dovevano pagare un dazio ai feudatari, attribuendo così un “uso civico” su queste terre che erano messe a disposizione della comunità per compiere appunto degli usi collettivi. A queste servitù, che nel corso degli anni si sono demandate, gli fu data anche la possibilità di pagare un canone totale al feudatario per poi poter liberare la terra da questo “uso civico”; tale processo è definito “affrancamento” ed è proprio quello che l’Amministrazione sta cercando di applicare per sgravare quelle terre che ancora oggi sono soggette a tale uso collettivo”. “Tale vincolo è emerso soprattutto da quando, insieme al Responsabile IV Settore dell’Ufficio Tecnico Comunale, Ingegnere Luca Migliaccio,” ci spiga l’Assessore Filoni “abbiamo iniziato a progettare la rielaborazione del PUG (Piano Urbanistico Generale); infatti, ci siamo resi conto che, di fronte ad una situazione in cui, visto anche l’intervento della Regione Puglia con l’attuazione della legge n°7/1998 e della legge n°14/2004 in tema di usi civici, un cittadino dovesse presentare un progetto e quindi una eventuale modificazione all’interno di questa area soggetta a tale vincolo, noi saremmo costretti a richiedere un parere alla Sovraintendenza, allungando così i tempi burocratici e provocando anche un disaggio al cittadino; allo stesso tempo, tale disaggio, però, può essere rimediato attraverso l’affrancamento del terreno, eliminando così tale vincolo e abbreviando i tempi burocratici per l’eventuale edificazione. Inoltre, negli ultimi anni sono tanti i notai che, nel momento in cui si trovano di fronte ad un terreno soggetto a tale vincolo civico, richiedevano automaticamente l’affrancamento del terreno e quindi la procedura consueta che deve essere effettuata attraverso l’apposito sportello regionale per eliminare tale vincolo prima che possa essere attuata la stipula del terreno ed evitando così limitazioni nel trasferimento dei beni”. “Naturalmente non è obbligatorio effettuare l’affrancamento dei terreni interessati” ci tiene a sottolineare l’Assessore Filoni “anche se ciò comporta che il proprietario terriero debba continuare a pagare un canone annuale all’Amministrazione, poiché il suo terreno continua ad essere gravato da questo “uso civico”. Questo crea una situazione di disaggio tra l’Amministrazione e il cittadino, poiché quest’ultimo si sente non completamente proprietario dei propri beni. Devo però sottolineare che il costo dell’affrancamento varia a secondo dal tipo di coltura, dal tipo di posizione, dal tipo di destinazione. Per tanto, invito tutta la cittadinanza interessata a partecipare vivamente all’incontro stabilito per Martedì 27, in quando ogni loro dubbio potrà essere chiarito grande anche alla presenza di relatori esperti del settore e di funzionari della Regione Puglia; inoltre, chi vorrà potrà, a conclusione dell’incontro, compilare i vari documenti che serviranno ad affrancare quest’uso civico sul proprio terreno, abbreviando così i tempi burocratici e permettendo all’Amministrazione di poter essere operativa già il giorno dopo l’incontro. Voglio concludere facendo anche un appello a tutti i tecnici di Galatone, affinché possano essere disponibili ad intervenire e soprattutto a reperire, tra i loro clienti, chi può essere interessato a tale argomento, dando così una mano all’Amministrazione per risolvere questo problema che da secoli interessa una parte del territorio galatonese.

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