“I dati diffusi dal Centro Servizi Volontariato Salento sono allarmanti: nella sola provincia di Lecce ci sono 41mila poveri che non sanno come comprare il pane e aumentano le famiglie che si indebitano per tirare avanti, sperando in tempi migliori.

Intanto a Roma il Governo prosegue con la politica degli spot e annuncia decreti sviluppo che si risolvono in diatribe e contrasti”.
Lo ha detto il presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, commentando i dati contenuti nel dossier “Visti da noi” realizzato dal Centro Servizi Vontariato Salento e presentato oggi alla stampa.
“L’indignazione civile, che sabato scorso ha trovato sfogo nella manifestazione di Roma, non nasce da sterili polemiche e critici giudizi, ma trova fondamento nel disagio sociale provocato da una crisi senza precedenti che ha messo in ginocchio soprattutto le aree più svantaggiate del Mezzogiorno d’Italia e in particolare la Puglia e la provincia di Lecce – ha sottolineato il capogruppo Udc – Quarantunomila poveri in una piccola provincia del sud sono il sintomo di una malattia assai grave a cui occorre far fronte con cure energiche e non con le chiacchiere di una classe politica dirigente delegittimata che non ha più la fiducia della gente. I due poli in campo, che paiono soffrire entrambi della sindrome dell’autosufficienza, non sono in grado di fornire da soli risposte precise per risollevare le sorti di un Paese che hanno condannato all’immobilismo, senza offrire alternative”.
“L’Udc, con il suo leader Casini già da tempo ha tracciato la strada per uscire da questa stagnazione – ha concluso Salvatore Negro – il Terzo Polo appare oggi l’unica via percorribile per far fronte alla crisi perché alla base di tutto ci stanno regole e valori di chi predilige il gioco di squadra e fa gli interessi del Paese e non dei singoli. Non è un caso che sarà proprio la città di Lecce a battezzare la nascita di questa nuova formazione politica che da piazza Libertini, sabato 22 ottobre, presenterà all’Italia la sua proposta per uscire dalla crisi e governare il Paese con responsabilità dopo Berlusconi”.

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