Quella che abbiamo avuto modo di verificare nei giorni scorsi – afferma l’avv. Alessandro Gallucci dell’ Aduc di Lecce –  pare essere l’ennesima furberia dell’acquedotto pugliese. E’ noto che la prescrizione serve ad evitare che possano essere chiesti pagamenti per fatti accaduti molti anni addietro.

Per le bollette essa si compie in cinque anni dalla data di emissione. Questa nozione giuridica di base sembra essere stata dimenticata dall’ufficio legale dell’AQP. Come dimostra una delle bollette che c’e’ stata fornita, l’ente erogatore sta chiedendo il pagamento di fatture emesse nel 2003 e nel 2004. Dalle verifiche che e’ stato possibile effettuare, quella che molti utenti stanno ricevendo in questi giorni pare essere la prima racc. a.r. di messa in mora. Ne’ le fatture piu’ recenti portano alcuna informazione su crediti cosi’ antichi. La perniciosita’ della richiesta sta anche e proprio nel fatto che dopo 7 o 8 anni, molte persone hanno gettato via le fatture e i relativi bollettini di pagamento. Che fare:
– chi puo’ dimostrare di aver pagato, o chi non ha piu’ le ricevute delle richieste dei pagamenti prescritti, si faccia valere con una messa in mora/diffida a mezzo racc. a.r. per intimare l’AQP a desistere dalla proprie richieste e chiedendo liberatoria;
– in entrambi i casi, in mancanza di accoglimento o risposta, occorrera’ farsi valere davanti al giudice di pace contro l’AQP, chiedendo anche tutte le spese e i danni del caso.

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