“allo specchio”: guardarsi allo specchio non per compiacerci come Narciso, ma per conoscerci  osservandoci; per ipotizzare motivi alla base dei comportamenti e delle modalità con cui ci poniamo in relazione con gli altri, con noi stessi, con gli oggetti; per comprendere il senso di alcuni modi di dire, di gesti e mimiche che esprimiamo, di posture che assumiamo.

Il divergente

Nell’articolo Sulla creatività non si finirebbe mai di parlare già pubblicato su queste pagine ho accennato alla personalità dell’individuo creativo, ma la creatività, come annunciava il titolo, è un argomento complesso, e ora che ho ripreso a chiacchierare su questo argomento nell’ottica dei due tipi di pensiero: convergente e divergente devo innanzitutto avvertire che un prodotto creativo è il frutto della sinergia dei due pensieri: il pensiero divergente esplode ma quello convergente valuta e controlla.

In una mostra di invenzioni e inventori mi accostai a una vasca posta contro un muro, come di solito si trova nel bagno di casa. Una cordicella pendeva dalla parete e  un dispositivo della cordicella teneva bloccata una saponetta. La cordicella era una molla. La targhetta con la  descrizione annunciava: cordoncino a molla per recuperare il sapone quando lo si perde immersi nella schiuma. Non era male come idea e realizzazione. Ma perché non ha avuto successo? Probabilmente perché poco convincente. Il pensiero divergente dell’inventore aveva prodotto un’associazione insolita: saponetta –  molla, ma il pensiero convergente non gli aveva suggerito che forse tutto sommato il problema del sapone perduto non era un grosso problema.

Tuttavia è il tratto divergente del cervello umano che è senza ogni dubbio correlato ai rimanenti tratti della personalità dell’individuo.
Se la creatività può essere definita come un comportarsi affettivo intellettivo in rela-zione con gli oggetti della nostra esperienza, caratteristiche del divergente sono  la cu-riosità, il desiderio di indagare e di scoprire il nuovo, espressioni di una affettività positiva verso tutta la realtà, soprattutto quella che non si conosce. Per questo il divergente possiede maggiori capacità di adattamento, quindi attitudine ad affrontare situazioni problematiche.

La creatività prorompe in ogni sfera delle attività umane, e divergenti  non sono solo gli artisti. Le capacità del pensiero divergente, che sono quelle che producono il cambiamento, si riscontrano, ovviamente, anche in campi che non si riconducono all’arte, alla letteratura, alla musica; esplodono nella scienza, nella tecnologia, nell’  azienda, nella politica, nel misticismo e non hanno – quasi mai – nulla a che vedere con la morale, l’etica, la visione del mondo e degli uomini.

Anticonformismo, egocentrismo, disinibizione, impulsività, intuizione; equilibrio tra tratti maschili e femminili, dominanza, autoaffermazione; entusiasmo, operosità, persistenza nelle motivazioni. Le indagini sulla personalità hanno ridimensionato l’associazione ( romantica ) tra follia e genialità, tra follia e pensiero divergente. Si può dire solo che nell’individuo divergente la forza dell’Io è tale che possono permettersi di regredire nell’infanzia, di eccedere,  convinti di recuperare, e lo recuperano,  il senso di realtà.

Il divergente interagisce con gli oggetti e con le idee in essi contenute. Anche con le persone, che siano predisposte. L’immaginazione fervida, convincente, diventa un modello;  la fantasia accende la fantasia. E allora è divergente e creativo non soltanto chi stimola, ma anche chi risponde agli stimoli in un determinato modo.
Se ti racconto una favola in modo autentico e tu “ti lasci entrare” nella mia favola, siamo creativi entrambi. Il pensiero divergente si assume anche per contagio.

ATTENZIONE: i commenti non sono moderati dalla redazione, che non se ne assume la responsabilità. Ogni utente risponderà del contenuto delle proprie affermazioni.