Una donazione per l’acquisto di benzina e per continuare a garantire la sicurezza, la difesa e il soccorso pubblico ai cittadini. E’ un richiamo forte, quello che lanciano i sindacati dei corpi di Polizia di Stato, di Polizia Penitenziaria, del Corpo Forestale dello Stato e dei Vigili del Fuoco.
Oggi in tutte le piazze italiane, gli organi di polizia manifestano contro i tagli del Governo.

Quei tagli per cui ormai protestano tutti e che hanno colpito anche il servizio che garantisce la sicurezza ai cittadini. Oltre tre miliardi e mezzo di euro, sarebbero i fondi che sono venuti a mancare alle forze dell’ordine e al servizio di soccorso pubblico. E il risultato è che non ci sono più nemmeno i soldi per la benzina delle auto o per la cancelleria.

E’ per questo che le forze di polizia oggi sono scese in piazza autonominandosi nuovi indignados, mostrando in maniera provocatoria contenitori vuoti di benzina e chiedendo ai cittadini una donazione per permettere ancora sicurezza, legalità e sviluppo. “Dato che l’attuale Governo non provvede più”, come sottolinea il volantino informativo, chiunque volesse può fare una donazione tramite conto corrente postale o codice Iban, intestandola al Fondo Assistenza – Ministero dell’Interno.
“La questione dei tagli ormai è diventata atavica”, spiega Fabio Saladino segretario generale provinciale del sindacato SIULP. “Nel senso che sono diversi anni ormai che puntiamo sulla sensibilizzazione della politica sulla necessità di un intervento che riguardi il comparto sicurezza e il comparto di soccorso pubblico. Nel nostro caso come Polizia di Stato abbiamo avuto modo di sottolineare i margini che ci potrebbero essere per un risparmio e quindi una migliore gestione della situazione attuale, pur consapevoli che ci troviamo in un periodo di crisi globale e che poi ovviamente riguarda anche noi.”

In un periodo di continue proteste e di manifestazioni di disagio sociale, anche le forze dell’ordine scendono in campo per dare voce ai numerosi problemi che persistono e si ingigantiscono col tempo.

“Noi come categoria non abbiamo il diritto di sciopero,” continua Saladino, “quindi nel momento in cui noi scendiamo in piazza, in realtà esercitiamo una delle forme di protesta più eclatanti, che ci è consentito fare. La stanchezza ormai ha raggiunti limiti improponibili e ormai non sappiamo più che cos’altro inventarci per rappresentare la stanchezza che viviamo come categoria. In gioco non ci sono dei privilegi ma le condizioni minime ed essenziali per garantire la sicurezza, che è interesse di tutti.”

Resta da vedere quanto grande sarà la risposta dei cittadini già in ginocchio dalla crisi, ad una nuova richiesta di denaro, pur con tutti i buoni propositi di cui gode. Ad ogni modo le forze di polizia e il soccorso pubblico hanno lanciato oggi un messaggio molto forte e che certamente andrebbe ascoltato, assieme a tutti gli altri.

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