Approvato ieri dalla giunta regionale, su proposta dell’Assessore alle Risorse agroalimentari Dario Stefàno, il disegno di legge che disciplina l’agriturismo, la pesca turismo e l’ittiturismo.

“Dopo ventuno anni di interventi legislativi – commenta l’Assessore Stefàno – è divenuta ineludibile la necessità di attualizzare e modernizzare la L.R. n. 34 del 1985, ormai non più conforme alla nuova nozione di imprenditore agricolo, ma anche all’importanza che questo segmento ha assunto nel sistema economico e per l’appeal turistico della Puglia. Lo schema di disegno di legge licenziato dalla giunta propone una “impalcatura normativa” che auspichiamo si arricchisca del contributo migliorativo delle associazioni di categoria, di Upi e Anci, affinché in tempi certi la nostra Regione si doti di una legge largamente richiesta da operatori e stakeholder e che ha valore strategico per lo sviluppo delle aziende e dei territori”.

Premessa sostanziale del testo, dunque, è la nuova Legge di orientamento agricolo che non solo ha ridisegnato le attività agricole, ma ha introdotto una nuova categoria, le cosiddette attività multifunzionali dell’impresa agricola: commercializzazione, valorizzazione, ricezione ed ospitalità, normalmente inquadrate tra le attività industriali – commerciali, ora rientrano a pieno titolo e con eguale dignità tra le attività agricole.  
Cardini del ddl – sul quale sarà opportuno che il prosieguo dell’iter legislativo, pur nella necessità di una rapida conclusione, sviluppi un’intensa consultazione delle rappresentanze – sono la presenza di una remunerativa attività agrituristica; l’individuazione di limiti oltre cui si perderebbero le caratteristiche di autentica ospitalità agrituristica; una adeguata soddisfazione delle aspettative dei fruitori.
Tra gli obiettivi: lo sviluppo ed il riequilibrio del territorio agricolo; la permanenza degli imprenditori agricoli nelle zone rurali attraverso l’integrazione dei redditi aziendali, il miglioramento delle condizioni di vita ed il riconoscimento del ruolo multifunzionale dell’impresa agricola; il recupero e la valorizzazione del patrimonio rurale, naturale ed edilizio; la valorizzazione dei prodotti tipici regionali, delle  produzioni di qualità e delle tradizioni enogastronomiche. Pertanto, grande attenzione a pasti e bevande costituiti prevalentemente da prodotti propri o di aziende agricole della regione, con preferenza per i prodotti tipici D.O.P., I.G.P., I.G.T., D.O.C., D.O.C.G., a marchio “Prodotti di Puglia” e tradizionali. Per quanto riguarda locali ed alloggi, con determinati i requisiti, sono ammesse deroghe solo in funzione delle caratteristiche strutturali, architettoniche e della tipologia rurale dell’edificio esistente.
Novità del disegno di legge: l’introduzione per la prima volta in Puglia delle attività assimilate all’agriturismo, ossia quelle svolte dai pescatori, in termini sia di ospitalità che di somministrazione dei pasti (costituiti da prodotti derivanti dalla pesca).
“La ratio – spiega l’assessore Stefàno – è quella di valorizzare un’attività che trova nella diversificazione del reddito dei pescatori e nella tutela e promozione delle risorse ambientali, così come della cultura locale, una importante risorsa per una regione che vanta oltre 800 Km di coste. Le due forme di turismo “blu”, pesca turismo (escursioni giornaliere) e  ittiturismo (alloggio e ristorazione) che vedono protagonisti i pescatori e le tradizioni marinare della Puglia, sono destinate a crescere rappresentando una concreta proposta di riconversione dei pescatori nel periodo di fermo-pesca, offrendo un contributo alla riduzione dello sforzo di pesca”.
“Nostro obiettivo – conclude Stefàno – è disciplinare in modo organico l’esercizio, la promozione e gli interventi a favore di queste forme di attività economica che caratterizzano anche uno spicchio significativo e fortemente identitario di offerta turistica, quella rurale, in un’ottica multifunzionale tra agricoltura, pesca e turismo, legata alla realtà economica dell’impresa che la esercita nel rispetto e valorizzazione delle ricchezze naturali, ambientali, culturali ed enogastronomiche pugliesi”.

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