Avrebbe sottratto alle casse di Poste Italiane oltre 45mila euro, quando era direttore dell’ufficio postale di Acquarica Di Lecce. Per questo motivo Giuseppe Antonio Pastore, 57enne di Cavallino, è stato arrestato questa mattina, con l’accusa di peculato.

È stata la polizia giudiziaria ad eseguire l’ ordine di carcerazione, che è stato emesso dal gip Alcide Maritati, su richiesta del pm Giovanni Gagliotta. Le indagini sono scattate in seguito ad esposto trasmesso nell’aprile 2011 dall’ufficio ispettivo di Lecce delle poste italiane. L’uomo ora si trova agli arresti domiciliari.

Secondo le indagini l’uomo, nella sua qualità di incaricato di pubblico servizio, quale  direttore dell’Ufficio Postale di Acquarica di Lecce, nei mesi di marzo e maggio 2010 in due diverse occasioni aveva sottratto complessivamente circa 45.600,00 €  dalle casse dell’Ufficio.
Le indagini sono state avviate dalla Procura a seguito di esposto – denuncia trasmesso nell’aprile 2011 dall’ Ufficio Ispettivo di Lecce delle POSTE Italiane s.p.a. e condotte dai poliziotti della Sezione di Polizia Giudiziaria che hanno acquisito presso l’Ufficio Postale  di Acquarica di Lecce, documentazione contabile di riscontro, e ascoltato quali persone informate sui fatti alcuni dipendenti dell’Ente Poste e diversi clienti del predetto Ufficio Postale.
Si è accertato che l’indagato aveva fatto lievitare illegalmente la disponibilità di cassa  redigendo fittizie richieste da parte di ignari clienti di Poste Italiane, in tal modo potendo superare la stessa disponibilità di cassa limitata, per la struttura da lui diretta, ad un determinato importo, al fine di appropriarsi del denaro per fini privati. Una volta scoperto il PASTORE utilizzando un libretto postale di una cliente,  dopo l’orario di lavoro aveva compiuto delle operazioni contabili per fare apparire come compensato il detto ammanco di cassa per poi ricollocare le somme mancanti sul medesimo libretto non appena gli ispettori si allontanavano dall’Ufficio Postale. Successivamente l’indagato, a causa di una nuova presenza degli ispettori, era costretto ad effettuare la medesima operazione contabile ripianando definitivamente l’ammanco di cassa.
Nel maggio 2010  a seguito di una ulteriore ispezione si è accertata la sottrazione di altra somma di denaro da parte dell’indagato sempre con le medesime modalità. Anche questa volta il PASTORE per ripianare l’ammanco da lui provocato ha effettuato un’operazione contabile, utilizzando lo stesso libretto postale messogli a disposizione da una cliente del posto la quale risulta indagata in concorso nello stesso reato di PECULATO.-

 

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