Amareggiata e per niente soddisfatta l’onorevole Pd Teresa Bellanova, esprime il suo dissenso in seguito alla relazione ricevuta dal Ministero dei Trasporti, in risposta all’interrogazione che lei stessa aveva presentato in Parlamento, lo scorso 23 giugno, sulla vicenda Filobus

La risposta, ricevuta oggi ad appena quattro mesi dalla presentazione, riporta le date e le tappe degli ultimi mesi a cui il Comune di Lecce, secondo il Ministero, ha tenuto fede. Paradossalmente, il Filobus non è ancora partito. La filovia di Lecce può vantare solo cifre stratosferiche: oltre 1600 giorni di attesa, 23 milioni il costo, 8 milioni sborsati dai leccesi attraverso un mutuo in corso, 160mila euro l’occorrente per rimettere in sesto i mezzi non utilizzati e che necessitano di manutenzione. Tutto questo per un servizio mai utilizzato. Si va avanti per proroghe e rinvii – lamenta la Bellanova – ai quali il Comune di Lecce e la Sgm non sanno dare una spiegazione, a questo punto non riesce a farlo nemmeno il Ministero dei Trasporti.

In fondo, la data ultima per la messa in opera della filovia era del 31 luglio scorso, ma le ferie estive hanno rinviato l’ultimatum che doveva costare la revoca dei finanziamenti. In seguito c’era da nominare la Commissione giudicatrice dell’impiantistica e lo staff tecnico per la manutenzione e poi tanto altro. Oggi, dopo le prove generali che si sono svolte la scorsa settimana, sembra che partirà una sola delle tre linee destinate al trasporto urbano. Nel frattempo e a causa dei numerosi disagi che la popolazione ha subito, 9 associazioni che rappresentano i consumatori, hanno avviato le procedure per una Class Action con lo slogan “Mò basta”, nel senso che il Filobus deve partire subito e su tutte le linee. Dal Comune fanno sapere di essere determinati a chiudere questo triste capitolo della storia leccese, così anche Gianni Peyla presidente della Sgm, sottolineando che lo sforzo del Comune è notevole. Per Teresa Bellanova  “si rinnova lo stato di caos intorno a questa vicenda, con l’aggravante che i cittadini rischiano di pagare di tasca propria, ancora una volta, le inadempienze di un’Amministrazione comunale evidentemente negligente”.

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