Più che comprare, la gente ricorre alle riparazioni. E così, nel Salento, aumentano i laboratori di riparazione. In provincia di Lecce se ne contano ben 2.276. Il dato emerge da un’analisi sulle diverse tipologie d’impresa effettuata dall’Ufficio studi di Confartigianato Imprese e diffusa dall’Osservatorio economico di Lecce.

In particolare, il Salento si colloca all’undicesimo posto in Italia nella classifica che raggruppa tutte le aziende che si occupano di riparazione. Nel Registro imprese della Camera di commercio di Lecce sono iscritte 1.676 officine meccaniche (auto e motoveicoli), 140 botteghe per la riparazione di mobili e tappezzeria, 107 punti di assistenza di computer ed informatica, 32 per la telefonia e la comunicazione, 88 per prodotti audio e video, 87 per elettrodomestici, 22 per articoli sportivi e biciclette, 50 calzolai, 44 orologiai e 18 laboratori per “altri beni di consumo per uso personale e per la casa”. Considerata la popolazione, ci sono 28 riparatori ogni diecimila abitanti. Una densità più alta rispetto alle altre città pugliesi. Bari ne conta, infatti, 24 ogni diecimila abitanti (ci sono 3.867 imprese di riparazione e si colloca al 54° posto in Italia), Brindisi ha 23 riparatori (risultano iscritte 928 aziende e si piazza al 70° posto), Foggia 21 (con 1.460 botteghe, occupa l’85ª posizione) e Taranto 17 (987 imprese al 104 posto). Sommando questi valori, in Puglia esistono 9.518 laboratori di riparazione, vale a dire 23 riparatori ogni diecimila abitanti ed è la dodicesima regione. In Italia sono registrate 139.432 imprese, di cui 96.804, pari a circa i due terzi dell’intero comparto (69,4 per cento) operano nel settore dell’autoriparazione e 42.628, pari al 30,6 per cento, effettuano riparazione di “beni di uso personale e per la casa”. Il settore della riparazione impiega 295.402 addetti di cui 132.153 dipendenti. Il fatturato ammonta a circa 21 miliardi di euro (20.996 milioni, per la precisione). Secondo il presidente di Confartigianato Imprese Lecce, Corrado Brigante, “una valutazione della dinamica del comparto della riparazione va inserita in un contesto di rallentamento del ciclo economico caratterizzato da un basso profilo soprattutto della domanda interna. Nei primi sei sette di quest’anno – ricorda – le vendite al dettaglio sono diminuite dello 0,7 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Sono in calo dello 0,2 per cento le spese per prodotti alimentari mentre registrano una più marcata flessione le vendite al dettaglio di prodotti non alimentari, in diminuzione dell’uno per cento. Per giunta anche dai conti nazionali registriamo segnali di ristagno della spesa delle famiglie. In tale contesto – commenta Brigante – il settore della manutenzione e riparazioni di autoveicoli segna nel secondo trimestre di quest’anno una crescita congiunturale del 2,4 per cento dell’indice destagionalizzato del fatturato. Tale aumento – spiega – ha consentito di recuperare l’importante flessione dell’1,3 per cento rilevata nel primo trimestre, contribuendo alla crescita dell’uno per cento del fatturato della manutenzione e riparazione di autoveicoli nella prima metà dell’anno”. Il presidente aggiunge, poi, che “osservando i dati in dettaglio si rileva una crescita di imprese nell’ultimo biennio: in particolare si registra una dinamica positiva nei laboratori di riparazione di strumenti musicali, in crescita del 112,8 per cento tra giugno 2009 e giugno 2011 (con 53 imprese in più), i servizi di riparazioni rapide, duplicazione chiavi, affilatura coltelli, stampa immediata su articoli tessili, incisioni rapide su metallo non prezioso che sono aumentati del 43,9 per cento (con 98 imprese in più), i laboratori per “modifica e riparazione di articoli di vestiario non effettuate dalle sartorie” più 41,8 per cento (con 280 imprese in più), riparazione di elettrodomestici e di articoli per la casa e il giardinaggio più 2,6 per cento (con 115 imprese in più)”. Guardando agli aspetti economici, Brigante rileva che “l’attività dei riparatori in Italia produce un fatturato di circa 21 miliardi di euro e mette a disposizione delle famiglie servizi di “protezione” di oltre un quinto degli acquisti delle famiglie”. Nel 2010, infatti, è arrivata a 202 miliardi la spesa delle famiglie per veicoli, beni personali e per la casa interessata da manutenzioni e riparazioni. “La spesa per riparazioni – conclude il presidente – incide per il 10,4 per cento su questo comparto della spesa delle famiglie italiane”.

 

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