Il Lecce non ha mai tirato in porta, non è stato mai pericoloso, però ha portato a casa un punto prezioso. Non è per caso che sia questo il sistema per cercare di salvarsi? Lo vedremo nelle prossime partite…

Lo score della partita  dice di un lunghissimo possesso palla da parte del Genoa, registra nessun tiro in porta del Lecce, a parte una ciabattata di Strasser, evidenzia grandi interventi del quasi esordiente Benassi, ma consente al Lecce di uscire indenne dal campo di Genova portando a casa un punto dal valore inestimabile per una serie di motivi. 
Il primo, e più importante, è quello di aggiungere il valore matematico alla borsa della spesa, il secondo è quello di aver mantenuta intatta la propria porta, cosa che per il Lecce può considerarsi una vera impresa, il terzo, che è una logica conseguenza del precedente, significa di una difesa che l’ha ottenuto con il metodo più antico e da non dimenticare mai per noi italiani e cioè quello della difesa ordinata, compatta, attenta sempre, efficace e potenzialmente in grado di produrre danni con repentine ripartenze. Ora si veniva da una crisi latente, da pericolose involuzioni tattiche, da sogni di bel gioco a scapito della produttività ed il risultato fornisce il giusto carburante per elevare il morale di questa squadra tendente a spegnersi.
A professionisti del calcio non bisognerebbe mai parlare di approccio perché, si presume che questo debba sempre essere commisurato alla propria realtà, ma, facendo un’eccezione, posso affermare che questa volta ci si è avvicinati alla partita nella giusta maniera. Avevo in precedenza affermato che a Genova sarebbe stato importante, non tanto la quantificazione dei o del punto, quanto lo spirito diverso con cui la squadra si sarebbe dovuta battere. Ebbene, questo c’è stato e spero che possa continuare ad esserci fino alla fine del campionato. Che si tratti di un campionato difficilissimo lo si evince dai risultati della giornata appena giocata, dal numero di reti realizzate, da quanto le cosiddette piccole hanno ottenuto con le presunte grandi e dal grande equilibrio che in otto punti racchiude la prima e l’ultima; se è vero che questo rende molto equilibrato il campionato, perché non ci sono risultati precostituiti, è altrettanto vero che lo rende estremamente difficile perché non ti fa individuare le squadre sulle quali dovresti impostare la corsa; si impone, pertanto, un imperativo categorico: i punti bisogna farli con qualunque sistema, ovviamente lecito.
Non si faccia gli schizzinosi se non si è visto il gioco, a tal proposito mi piacerebbe partecipare a qualche “forum” dove qualcuno mi possa indicare con chiarezza cosa s’intenda per “gioco” visto che la classifica la fanno i risultati e questi si ottengono solo con la continuità agonistica, ma una squadra come il Lecce deve sempre avere  forma fisica, grande agonismo, velocità nelle azioni, grande praticità evitando leziosismi  molto pericolosi. Vedere a Genova giocatori come Tomovich ed Esposito, sempre attenti e decisi,o come Obodo, instancabile tamponatore del centrocampo, si è avuta l’impressione di giocatori ritrovati sui quali si può puntare in futuro. Il punto negativo è, purtroppo, rappresentato dall’attacco che non punge per incapacità tecnica degli attuali interpreti (speriamo che qualcosa ce la dia Muriel).
Se Genova ha rappresentato la svolta, lo scopriremo contro il Milan che, non scordiamolo, ha segnato otto reti subendone altrettante, ha sì 8 punti in classifica ma con quattro partite interne giocate e nelle uniche due partite esterne vanta due sconfitte con 1 rete segnata e 5 reti subite; anche se ha grossi nomi non è più il “diavolo” di una volta. Certo, se con tutte le squadre bisogna tenere l’attenzione al livello del 99%, contro il Milan bisognerà sforzarsi per tenerla al 110%; ci potrebbe anche venire in aiuto un precedente che vide il Milan sbagliare almeno cinque palle gol, segnare con Kakà, ma subire il pareggio con un colpo di testa proprio di Esposito.
Speriamo che ci si possa ripetere, in ogni caso ci interessa assistere ad una prestazione di grande agonismo, ritmo e velocità, significando con questo che è vietato distrarsi.