Antonio RotundoErano in programma da tempo ma la lettera d’intenti inviata dal governo centrale all’Unione europea le ha bocciate definitivamente. Le zone franche urbane saranno sostituite dalle zone a burocrazia zero; circa quattro milioni di euro già previsti per esenzioni, agevolazioni e incentivi alle imprese che si volatilizzano

 

Contrariato, Antonio Rotundo esponente del Pd cittadino, attraverso la conferenza stampa di questa mattina, ha voluto rendere noto il disagio a cui la città va incontro con la mancanza delle zfu. Ad appoggiarlo, il segretario cittadino Marra, l’onorevole Teresa Bellanova, la consigliera comunale Angelamaria Spagnolo e il segretario provinciale Capone, tutti da sempre promotori delle zone franche urbane quali incentivi di crescita dei quartieri cittadini più svantaggiati.

L’iniziativa prevedeva in fatti un notevole sgravio fiscale per aziende e piccole attività sorte nelle zone delle città a crescita zero. A Lecce era stato individuato il quartiere “Le Vele”. La questione, più volte dibattuta in passato, aveva avuto il culmine nell’intervento del sindaco Perrone che aveva interpellato il Ministro per lo Sviluppo economico Romani. Quest’ultimo aveva rassicurato il primo cittadino nella fattibilità delle zone. Gli ultimi sviluppi al governo cancellano definitivamente la possibilità di sviluppo per il piano previsto.

In alternativa, a partire dal 2013, saranno attivate le zone a burocrazia zero, di fatto la responsabilità per la crescita economica passa ai sindaci che devono concedere contributi alle nuove iniziative produttive. Una scelta scellerata secondo Rotundo che considera quella delle zfu una beffa in grande stile e l’unico concreto tentativo di rilanciare l’imprenditoria e l’occupazione. Un sistema clientelare moderno per la Bellanova, mentre la consigliera Spagnolo sottolinea il voto favorevole della senatrice Poli Bortone a questo piano di decrescita, la stessa che si proclama a favore del rilancio del sud. “E’ questo il prezzo da pagare” ha tuonato Rotundo, “per gli errori del governo Berlusconi/Fitto, che ha dato credito alla Lega Nord, da sempre ostile alle zone franche urbane”.

 

 

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