Un bilancio più che positivo quello stilato dall’Amministrazione Comunale di Cavallino sulle celebrazioni messe a punto per i 150 anni dell’Unità d’Italia e per il bicentenario della nascita di Sigismondo Castromediano, patriota risorgimentale a cui la cittadina diede i natali.

Grande soddisfazione dunque dell’Amministrazione guidata dal Sindaco Michele Lombardi per il successo che stanno riscuotendo le commemorazioni, partite ufficialmente lo scorso 17 marzo con la presentazione delle ristampe dei volumi Carceri e galere politiche. Memorie del Duca Sigismondo Castromediano e Sigismondo Castromediano di G. Gigli della casa editrice Formiggine di Genova e proseguite con il Convegno “Mezzogiorno e costruzione dello Stato unitario. I linguaggi risorgimentali per la Nazione”, tenutosi nella sfarzosa Galleria del Palazzo Ducale a Cavallino e al Rettorato dell’Università del Salento dal 6 all’8 ottobre scorsi, con la presenza di insigni docenti tra i relatori e una vasta platea di pubblico.

All’università del Salento, così come anche al Centro Studi “Sigismondo Castromediano e Gino Rizzo” e al Conservatorio musicale “Tito Schipa” di Lecce, l’Amministrazione Comunale rivolge un doveroso e sincero ringraziamento per la compartecipazione all’organizzazione dell’evento. Ringraziamenti li rivolge poi anche alla Regione Puglia per aver messo a disposizione la mostra “Cinema 150 anni”, prima esposizione di manifesti cinematografici originali a carattere itinerante voluta dal Servizio Cultura e Spettacolo con 29 pannelli riproducesti i manifesti dei film italiani sul tema del Risorgimento. Alla mostra si è poi aggiunta l’esposizione di antichi libri sullo stesso tema e delle onorificenze, delle catene della prigionia e del busto del Castromediano.

Un ringraziamento particolare l’Amministrazione Comunale lo rivolge infine alla pittrice Loretta Sùrico. L’artista, la cui fama è nota in tutto il mondo, ha esposto diverse sue opere nel corso del Convegno e delle mostre, in particolare la pittura dal titolo Risorgimento Salentino, una tela della misura di cm. 220 x 120, realizzata con tecnica mista. L’opera presenta al centro un vortice di linee circolari che vogliono rappresentare il frangersi dell’acqua con onde che si allargano amplificandosi, svelando al centro una forma di conchiglia oscura che sembra imbrigliare Sigismondo Castromediano con il buio, le catene e l’isolamento, per sottolineare che per quanto si sia bloccato quel corpo, non si è riusciti ad arginare la volontà ed il pensiero fautore del cambiamento, rappresentato dal cono di luce che ascende all’infinito. Sulla tela in alto, guardando il quadro, l’azione prende forma e slancio con Garibaldi ed i cavalli proiettati verso l’imponente progetto che renderà l’Italia Unita.

Loretta Surico

È nata a Roma. Si è formata all’Istituto d’Arte con Alberto Zivieri, Katy Castellucci, Piero Sadun ed è stata allieva di Mario Mafai all’Accademia di Belle Arti. Negli anni ‘60 collabora con la Rai e Paese Sera,realizzando caroselli ed illustrazioni. Dal 1975 al 1980, con scadenza annuale, allestisce mostre alle Gallerie ” I Volsci ” e” Il Babuino “, al Museo del Folklore ed alla Finsider di Roma e a Palermo presso il Teatro del Vicolo.

Nel 1980 dimostra tutta la sua capacità di scavo psicologico dell’individuo realizzando la rassegna ” Psicoanalisi Asciutta-a tavola con il poeta “, con 31 ritratti di poeti, vere e proprie analisi del loro mondo interiore (materiale raccolto l’anno seguente nella monografia Poeti Folla & Follia). Negli anni a venire, realizza ritratti di noti personaggi della cultura: tra gli altri , il prof. Felipe Garin (già Direttore del Prado e dell’Accademia di Spagna a Roma) ed il Premio Nobel Rita Levi Montalcini. Nel 1982 partecipa alla rassegna curata da Federica Di  Castro: “Dentro il racconto”. È del 1984 l’approfondimento  dell’opera di Bosch, che culmina nella realizzazione di un grande Trittico attualizzato del “Giardino delle Delizie “, con una mostra dal titolo “Favola della città d’ottone” esposta in personali a Roma, Milano, Bologna eTaranto; successivamente a Palermo e Milazzo.

A quel punto diventa un’urgenza la contaminazione tra le artii: il connubio tra  Pittura-Teatro-Letteratura-Poesia dà vita alla mostra “Musica e Poesia”. Oltre che alla pittura si dedica con particolare attenzione e perizia a varie tecniche: disegno, litografia, incisione, serigrafia; illustra libri e realizza mobili per l’arredamento. I “fantasmi” che Loretta Surico ha cullato per tanto tempo, in solitudine, vengono alla ribalta in tutto il loro splendore fantastico; una pittura lirica che, passando attraverso momenti d’impegno sociale, sa farsi anche sperimentazione nell’ambito fantastico. L’importanza dell’elemento umano va sempre più riducendosi, privilegiando architetture e non luoghi: Prende avvio così quel particolare citazionismo architettonico che caratterizza molta della sua pittura. Nella seconda metà degli anni ‘80 la scelta di accettare lavori per il Teatro, come scenografa e costumista, rappresentati nei maggiori teatri italiani. A questo punto comincia a realizzare grandi opere e particolare risalto merita la ricerca che, dagli anni’90, fa con la collaborazione di Comuni italiani, su Storia-Tradizione-Costume: una sorte di difesa dell’identità da conservare e tramandare di questo ciclo pittorico, importanti per tutta la sua produzione, sono alcune Grandi Opere, tra tutte “La Mattanza”, “I ceri di Gubbio”, “Milazzo e le guerre puniche”, “Allegoria per Roma”, “Governo Civico”, “Omaggio a Venaria Reale” e “Il carnevale d’Ivrea”. A metà degli anni ‘90 realizza le mostre dal titolo “Lungo strade da scoprire”. Risalgono alla fine di quegli anni a cavallo del 2000 i cicli de “La nuova Era” e “Dal Caos”. È del 1999 la realizzazione di una linea di gioielli d’artista, anno in cui è chiamata dall’Università di Marshall nel Minnesota, a tenere uno stage annuale sull’arte. Con la collaborazione dell’Università realizza una vasta retrospettiva, itinerante in alcune città degli USA. Sono del 2004 la mostra “Dal Caos nel cuore della forma” alla galleria Comunale di Forte dei Marmi (Lu) ed “Omaggio a Venaria Reale” per l’inaugurazione del Teatro della Concordia a Venaria Reale (To). Nel 2005 all’Archivio di  Stato di Roma (nel Palazzo borrominiano della Sapienza) realizza la mostra dal titolo “La congiura dei poeti” in occasione della ristampa del volume “Poeti Folla & Follia” arricchito di nuove sezioni. L’intensa attività  è seguita con sempre più crescente interesse sia da parte della  critica che del pubblico dando vita ad un crescente collezionismo. È in allestimento una grande retrospettiva da replicare in altre città italiane.