Nelle prime ore di oggi sabato 29 ottobre i Carabinieri della Stazione di Salice Salentino hanno eseguito un ordine di carcerazione a carico di Nobile Salvatore, 45enne, venditore ambulante di Salice, già noto alle forze dell’ordine.

L’uomo è stato raggiunto dai militari in piena notte presso la sua abitazione; alla notifica del provvedimento non ha posto resistenza, consegnandosi agli investigatori per il successivo trasferimento presso la Casa Circondariale di Lecce di Borgo San Nicola. L’ordinanza, emessa dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Porocura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Lecce, scaturisce da una sentenza di condanna emessa nell’aprile 2010 dalla 1^ Sezione Penale della Corte medesima:  7 anni e 6 mesi di reclusione (e 35.000 € di multa) per spaccio di cocaina, di cui ad oggi resta da espiare un residuo di 6 anni, 2 mesi e 21 giorni. Tutto ha avuto origine nel giugno 2002, allorché il NOBILE finì coinvolto in una indagine condotta dal NORM – Aliquota Operativa della Compagnia di Campi Salentina sfociata poi nell’operazione “Rosa dei venti”. Oltre un anno di indagini condotte anche con l’ausilio di intercettazioni ambientali e telefoniche, interrogatori, pedinamenti, riprese video di incontri avevano consentito di mettere sotto i riflettori un grosso giro di spaccio di cocaina, attuato soprattutto all’interno di locali notturni e circoli privati. Qui, sovente, incontri a luci rosse venivano “conditi” e resi più “allegri” dall’uso di cocaina che lo stesso Nobile forniva. Al termine delle indagini ben 36 persone risultarono coinvolte tra i comuni di Veglie, Carmiano, Porto Cesareo, Lecce, Arnesano, Nardò e Guagnano, anche se le attività d’indagine portarono i militari dell’Aliquota Operativa sino a Roma e al Vicentino: proprio da alcune località venete partiva la sostanza stupefacente destinata all’utenza leccese, composta anche da insospettabili professionisti. E proprio in una di queste occasioni i militari seguirono sin dal Veneto, con una serie di staffette, due corrieri che stavano trasportando in Puglia un considerevole quantitativo di cocaina, poi intercettato e sequestrato a Veglie. Trentasei ordinanze di misure cautelari furono emesse dal dott. Ercole Aprile, G.I.P. del Tribunale di Lecce, su richiesta del P.M. Silvio Maria Piccinno: 28 persone finirono in carcere, 8 agli arresti domiciliari. In più, venne sequestrata una sala-giochi di Carmiano (che era ritrovo di spacciatori e consumatori). A distanza di anni, le condanne definitive.