Foto Lucia Cavallo“La Regione Puglia vive una condizione oggettiva di marginalità a causa della sua collocazione geografica, della sua conformazione ed anche della qualità delle sue infrastrutture destinate ai trasporti; di tale situazione è vittima soprattutto il Salento per la sua  oggettiva posizione geografica.”

Lo comunica in una nota il fondatore dello “Sportello dei Diritti”, Giovanni D’Agata.
“Molto si è fatto e molto si sta facendo, ma molto resta da fare: ancora oggi, nonostante gli interventi realizzati sulla rete stradale, per andare da Bari a S.Maria di Leuca rispettando i limiti di velocità occorrono circa due ore e mezzo, salvo imprevisti. E in attesa che sia finalmente completata la doppia corsia della S.S.275 fino a Leuca, vi è qualcosa che può essere fatto, senza grandi spese, e che può dare risultati positivi nell’immediato.
Nel territorio salentino vi sono strade, quali la SS.101 per Gallipoli, la SS.16 per Maglie, la SP.367 (ex SS.664) Lequile-Maglie, qualificate come strade extraurbane secondarie, sulle quali vige il limite massimo di velocità di 90 km/h, ma che di fatto sono in tutto e per tutto uguali alle autostrade, avendo due corsie, divise da spartitraffico centrale, per senso di marcia e non possono esser qualificate tali solo per l’assenza di adeguata corsia di emergenza. Esse, comunque, già hanno caratteristiche ogget-tive tali da consentire la loro riqualificazione in strade extraurbane principali, sulle quali può essere stabilito un limite di 110/km/h, come è stato fatto, grazie  all’interessamento del nostro Presidente nazionale, Antonio Di Pietro che, nel breve periodo in cui è stato Ministro delle Infrastrutture, ha promosso la Lecce-Bari, rendendo possibile percorrerla a 110 km/h solo emettendo un decreto e modificando la segnaletica.
Qualsiasi utente della strada si rende conto dell’assurdità del limite attuale, che peraltro, è altrettanto agevole rilevarlo, non viene regolarmente rispettato, forse proprio perché avvertito come ingiusto dagli utenti medesimi, con pesantissime conseguenze in caso di sanzioni; e proprio il senso di inadeguatezza del limite attuale alimenta la trasgressione: una volta che, pur circolando a velocità prudenziale, come possono esserlo i 110 km/h sulla Lecce-Gallipoli, si è in condizione di subire contravvenzione, allora non si avvertono limiti di sorta e come niente si corre a 200 all’ora. A questo spettacolo possiamo assistere quotidianamente, e basta percorrere una di queste strade a velocità regolamentare per rendersi conto che ci superano anche le biciclette.
Sarebbe possibile, con un minimo sforzo da parte delle Istituzioni competenti, compiere anche per queste strade ciò che Di Pietro ha fatto per la Lecce-Bari, promuovendone la riqualificazione, con la conseguente applicazione del limite di velocità di 110 km/h: ciò consentirebbe di poter diminuire notevolmente i tempi di percorrenza, con conseguente beneficio per i trasporti ed il turismo (una recente indagine ha reso noto che la stragrande maggioranza dei turisti che si recano in Salento lo fanno in auto). Renderebbe più adeguato il limite di velocità, incoraggiando il suo rispetto e quindi il ripristino di una legalità purtroppo costantemente violata, perché un automobilista, sapendo che può procedere ad una velocità tutto sommato accettabile e non assurda, è più portato a rispettare il limite, e contribuendo a migliorare la sicurezza sulle strade, mentre oggi, stante l’assurdità del limite attuale, siamo portati a superarlo e, una volta violata la norma, chi più può andare, va.
Giovanni D’ Agata Componente del Dipartimento nazionale Tutela del Consumatore dell’ Italia dei valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, invita la provincia di Lecce, l’anas, il ministero delle infrastrutture a prendere in considerazione il problema: rendere possibili nuovi limiti aumenterà la legalità e renderà possibile ridurre i tempi di percorrenza per i trasporti su gomma, promuovendo lo sviluppo del territorio salentino.”