“Devo ritenere che l’assessore Nunzia Brandi non sappia cosa significhi essere interpellato da oltre duecento persone che reclamano il loro diritto allo svago e alla pratica sportiva.” Il consigliere comunale Damiano D’ Autilia

interviene così sulla sospensione del corso di ginnastica dolce al palazzetto dello sport.”
“Diritto che, per pura presa di posizione, oggi è stato negato. Come ogni anno – è quanto ho appreso dall’associazione interessata – è stata regolarmente presentata richiesta per l’utilizzo del Palazzetto. Nonostante questo, le porte d’ingresso del Palazzetto sono rimaste chiuse. Dinanzi alle numerose lamentele e alle richieste avanzate dalle corsiste – che non intendono assolutamente rinunciare alla loro insegnante – l’assessore Brandi non ha saputo far altro che tirare fuori questioni amministrative e burocratiche – per ripararsi dalle accuse dei cittadini – non dando assolutamente peso alle esigenze personali delle signore interessate, che hanno perfino dovuto allertare alcuni consiglieri comunali per avere un supporto morale e pratico. L’assessore Brandi, che agli organi di stampa ha riferito di essere venuta a conoscenza soltanto oggi del fatto, ha dimostrato di essere sorda agli appelli delle donne che, dopo averle parlato inutilmente, hanno dovuto mettere nero su bianco – in una missiva contenente anche la raccolta di oltre duecento firme – le loro intenzioni: chiedere il ripristino immediato del corso di ginnastica dolce, sospeso autonomamente e senza giustificazione alcuna dall’assessore allo Sport. Mi chiedo per quale motivo un amministratore, incaricato politicamente e umanamente di ascoltare e dare risposte ai cittadini, debba ignorare le esplicite rimostranze di questa gente. Mi chiedo anche perché un’iniziativa di così di grande successo per l’amministrazione comunale  – che raccoglie centinaia di donne – debba essere ostacolata, anziché favorita e tutelata da un assessore di questo governo cittadino, come logica vorrebbe. L’assessore forse non ha capito che, volendo colpire chi ha provato a difendere le loro ragioni, colpisce gli stessi cittadini, il sindaco e l’intera amministrazione comunale. A lei, dunque, chiedo di dare seguito a quanto richiesto da 250 persone al sindaco Paolo Perrone: revocare la sospensione di un corso che da sei anni regala soddisfazione ad un folto gruppo di cittadine leccesi. Che non assuma decisioni – è un mio consiglio – col solo fine di creare malumori e dissensi, perché per sei anni queste donne hanno vissuto in totale serenità il loro rapporto con lo sport e con la loro insegnante di riferimento. Insegnante che, oggi, l’assessore Brandi vuole strappare loro, soltanto per soddisfare non si comprende quale tipo di esigenze.”