Lunedì 22 agosto, la giornata ha un programma di grande interesse, e’ prevista infatti una visita a Rennes le Chateau, il paese del mistero. Da bravi moderni cercatori del Graal, io e la mia compagna di viaggio ci svegliamo presto e, dopo un’abbondante colazione internazionale

in albergo, iniziamo il trasferimento verso la cittadina dell’abbé Berenger Saunier, distante una quarantina di  chilometri da Carcassonne. Lungo il tragitto ci fermiamo a Limoux, famosa per la produzione di un vino frizzante particolarmente buono: il Blanquet, per una degustazione con relativo acquisto. Man mano che ci si avvicina a Rennes, la campagna comincia ad essere più selvaggia ed incontaminata. Il terreno sale perché ci si avvicina sempre di più ai Pirenei e si assiste alla visione di torrenti e cascate fra gli alberi. Finalmente arriviamo a Couiza, da dove parte la strada asfaltata che conduce in alto per 4 km, sino a Rennes. Fra un tornante e l’altro mi fermo per fotografare i resti del castello di Blanchefort, un tempo appartenuto ai Cavalieri Templari, quindi arriviamo al parcheggio, lasciamo l’auto e proseguiamo a piedi. Dopo otto anni ritorno finalmente a Rennes. Mi fermo alcuni minuti alla libreria di fronte al castello, un tempo appartenente ai signori del paese: la famiglia de Hautpol, dove acquisto due libri, quindi proseguiamo verso il centro del paese.
L’accesso al cimitero non e’ più permesso, a causa di un attentato dinamitardo di qualche anno or sono contro la tomba di Saunier, in seguito al quale la tomba del prete è stata trasferita all’interno del suo giardino. Solo gli abitanti del paese possono chiedere la chiave per entrare al cimitero e soltanto per onorare i propri defunti. Attraversiamo l’architrave della chiesa, sulla quale campeggia la frase: “Terribilis est locus iste”, questo luogo e’ terribile, ed entriamo nella chiesa, dedicata a Maria Maddalena, accolti dalla statua del demone Asmodeo (foto 1) che regge l’acquasantiera. Giriamo all’interno cercando di afferrare il segreto simbolico ed il significato recondito delle modifiche volute da Saunier. Cosa trovò durante i restauri e perché occultò l’accesso alla cripta? Perché le statue di cinque santi sono disposte secondo una M, con al centro quella della Maddalena, e le loro iniziali formano la parola Graal? Perché il pavimento è a scacchi bianchi e neri mentre le volte sono azzurre come in una loggia massonica? Sono tutte domande che scorrono fra le meningi mentre mi aggiro nella chiesa, soffermandomi sulla porta della sagrestia, da dove si passa in una stanza segreta, dalla quale Saunier accedeva indisturbato alla cripta, successivamente da lui stesso murata.
Dopo la chiesa passiamo a visitare il demain di Saunier, dal presbiterio, nel quale c’e’ un museo, passiamo nel giardino, dove e’ stata trasferita la tomba del prete dopo l’attentato, quindi visitiamo villa Bethania (foto 2) e la Tour Magdala (foto 3), entrambe creazioni volute da Beranger Saunier, non si sa ancora con quali fondi, fermandoci ad osservare il magnifico panorama che si vede dal cammino semicircolare,  sempre voluto da Saunier e dominante sulla vallata sottostante.
Prima di lasciare Rennes le Chateau ci fermiamo al negozietto di souvenir, posto vicino l’entrata della chiesa, quindi pranziamo nell’unico ristorante, situato proprio di fronte a villa Bethania e frequentato da altri appassionati del mistero, provenienti da ogni parte d’Europa e dell’America.

Cosimo Enrico Marseglia

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