Foto 2Pomeriggio del 22 agosto, dopo aver pranzato a “Le Jardin de Marie”, il ristorante che sorge su ciò che resta della casa dei genitori di Marie Denarnaud, la perpetua e probabilmente anche amante dell’abbé Beranger Saunier, situato proprio di fronte a Villa Bethania, lasciamo a malincuore Rennes le Chateau, senza una destinazione precisa.

Nostra intenzione sarebbe quella di andare verso la Spagna, attraverso i Pirenei, sino al Principato di Andorra, il piccolo Stato al confine fra la Francia e la penisola iberica. Qualcuno però ci dice che non  conviene perché distante più di cento chilometri e la strada presenta dei tornanti su pendii scoscesi, alquanto pericolosi. Cerco di prendere tempo, in attesa di optare per una decisione, dirigendomi verso Fois e passando non lontano dal castello di Montsegur, la nota roccaforte catara da me già visitata nel 2003, durante un precedente viaggio. La campagna della Langue d’Oc-Roussillion è meravigliosa, specialmente man mano che la strada sale di quota sui Pirenei. Boschi cui si alternano vigneti e piccoli centri abitati molto suggestivi. In cima ad alcuni rialzi del terreno si notano in lontananza le roccaforti catare. Alla fine decido di accontentare la mia compagna di viaggio e giro in direzione di Andorra. Comincia così la salita sui Pirenei, costellata da stupendi scenari di Foto 1cascate e ruscelli fra il verde dei boschi (foto 1). L’ultimo tratto e’ veramente mozzafiato, quando cominciano i tornanti sulle montagne, mentre oltre il ciglio della strada c’è il baratro. Arriviamo finalmente ad Andorra la Vella, capitale del principato, ma restiamo delusi. Immaginavamo qualcosa di antico come San Marino o Monaco, in realtà sembra una località sciistica, mentre in alto svettano dei palazzi moderni dai colori sgargianti che a noi sembrano di pessimo gusto. Per contrasto, però, sui prati di montagna che circondano il piccolo centro si assiste alla bucolica scena di mandrie di vacche al pascolo, in una forma di continuità fra passato e presente. Lato positivo della situazione, Andorra e’ un paradiso fiscale, un porto franco dove tutto costa molto ma molto meno, dalle sigarette, all’abbigliamento, alle foto e video camere, ai liquori e via dicendo. Facciamo un giro fra i negozi e fra le vie (foto 2), questa volta con i giubbini addosso perché l’aria di montagna a quella quota è piuttosto freschetta, sino alle 19,30, orario in cui i negozi devono tassativamente chiudere, pena sanzioni pecuniarie. Prima di prendere la via del ritorno, la mia compagna di viaggio saccheggia un negozio di trucchi femminili. All’uscita da Andorra la Vella, una mandria di vacche attraversa indisturbata la strada rallentando notevolmente il traffico. Ridiscendiamo dai Pirenei mentre comincia a fare buio, ed intorno alle 21 giungiamo nell’antica cittadina di Fois, famosa per il suo castello (foto 3) e per le vicende legate alla crociata contro gli Albigesi, dove consumiamo la cena, quindi di nuovo in auto in direzione di Carcassonne, dove arriviamo verso mezzanotte, dopo una giornata veramente piena.

Cosimo Enrico Marseglia

loading...

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

quattro × cinque =