Sono stati sorpresi mentre tentavano di forzare la porta di un appartamento nella zona di via Pantelleria e sono finiti dritti in cella. Si tratta di Anasashvili Irakli, cittadino Georgiano di 25 anni, e Zurab Kuacaroice, cittadino Bulgaro di 19 anni.

È accaduto questa mattina, intorno alle ore 13,50, quando due pattuglie in servizio di Volante sono state inviate con la massima urgenza in via Pantelleria, a seguito della comunicazione al 113 da parte di una signora che, dopo aver udito dei rumori nei pressi della porta di casa, ha visto dallo spioncino dell’appartamento due giovani che effettuavano degli strani gesti verso le serrature delle porte di due appartamenti.
Arrivati sul posto, i poliziotti hanno evitato che chiunque potesse lasciare il palazzo, e hanno risalito tutti i 6 piani del palazzo a piedi. Giunti all’ultimo piano, hanno beccato i due giovani nascosti.

I successivi accertamenti, svolti con l’ausilio anche di altro personale giunto sul posto per le immediate necessità operative, ha permesso di rinvenire, all’interno del portaombrelli appartenente ad una famiglia abitante al sesto piano, una borsetta a tracolla contenente degli attrezzi atti allo scasso, dei quali, di fronte all’evidenza dei fatti, i due giovani hanno assunto la proprietà.

I primi accertamenti, hanno già permesso di evidenziare che i due giovani vivono abitualmente nella città di Bari, poiché è stato sottoposto a controllo un albergo dove uno dei due ha soggiornato sino a pochi giorni addietro; personale della Questura di Bari, ha effettuato un capillare controllo, sottoponendo a perquisizione alcuni giovani sospettati di essere in contatto con gli odierni arrestati.

E’ piuttosto verosimile, e gli accertamenti potrebbero confermarlo nei prossimi giorni, come i due possano essersi resi responsabili di altri furti commessi in questo capoluogo nei giorni scorsi.

Vi è infatti una perfetta corrispondenza tra i due, lo zainetto che portavano a tracolla contenente gli “attrezzi”, e le descrizioni effettuate nella mattinata di ieri dai testimoni che hanno assistito alla fuga, poco dopo le ore 12.00, in via Imperatore Adriano, di coloro i quali si erano resi responsabili di un furto nell’abitazione di don Luigi Fanciano, parroco della casa circondariale di Borgo San Nicola.

Di particolare importanza anche il fatto che uno dei due giovani aveva in una delle tasche alcune viti di piccole dimensioni, simili a quelle utilizzate per bloccare i nottolini delle serrature sulle porte d’ingresso alle abitazioni.

In alcuni dei furti avvenuti recentemente, infatti, si era notato come i ladri provvedevano a togliere il mascherino che circonda di solito il nottolino, e dopo aver tolto una o più viti provvedevano alla rottura della chiusura stessa con un preciso colpo ben assestato. Successivamente a tale manovra, con uno stratagemma che qui non viene descritto per ovvie motivazioni, i ladri riuscivano ad aprire la porta di ingresso.

Sarà cura degli uffici investigativi della Questura, nei prossimi giorni, effettuare una analisi del materiale sequestrato, tra cui due telefonini e numerosissimi appunti, e convocare i testimoni che potrebbero aver visto i ladri all’opera, per tentare di effettuare dei riconoscimenti.

Le attività proseguono incessanti, non potendosi escludere la presenza di un terzo uomo, che potrebbe essere stato l’unico ad avere la possibilità di allontanarsi dal palazzo prima dell’arrivo della Polizia, e che rivestirebbe le funzioni di “palo”.

Vi è da presumere, sulla base di quanto accaduto oggi, che prima di tentare la forzatura di una porta i ladri provassero a suonare i campanelli di varie abitazioni, allo scopo di verificare la presenza o meno di persone all’interno.

E’ stato anche acclarato come prima di iniziare la forzatura, i ladri apponevano un ritaglio di carta stagnola, corredato su un lato da carta biadesiva, sullo spioncino degli altri appartamenti del pianerottolo oggetto delle “attenzioni”, allo scopo di impedire la visuale alle persone presenti negli appartamenti attigui.

Gli accertamenti, effettuati mediante il sistema AFIS del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, hanno evidenziato come i due annoverano diversi precedenti anche per reati di natura analoga a quello che viene contestato loro oggi.

E’ appena il caso di sottolineare come l’operazione odierna, oltre che alla prontezza del personale operante, deve il suo successo principalmente alla collaborazione dei cittadini con le Forze dell’Ordine, collaborazione che, seppure non è mai venuta meno, viene ancor più richiesta dagli stessi operatori della Sicurezza Pubblica in circostanze come queste.

Dei fatti è stata data notizia al P.M. di turno dr. Giovanni GAGLIOTTA, il quale ha disposto che gli arrestati venissero associati alla Casa Circondariale di Lecce a disposizione dell’A.G. procedente.

Gli arrestati, sono difesi, d’ufficio, dall’Avv. Roberta Castrignanò del Foro di Lecce

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