“L’Assessore Macculi ancora una volta per nascondere le proprie incapacità e dell’attuale governo provinciale di centrodestra punta l’indice sui  Dirigenti della Provincia.” Lo dichiara il consigliere provinciale, Cosimo Durante. “Ci risulta alquanto singolare prendere atto delle dichiarazioni rese dall’Assessore

Macculi in occasione del forum-dibattito sulla Trasparenza tenutosi il 7 ottobre u.s.. Singolare perché nelle sue esternazioni attacca senza indugio l’operato dei Dirigenti della Provincia che da sempre, invece, insieme a tutta la struttura hanno lavorato e lavorano con impegno, professionalità e generosità, tanto che alcuni settori sono diventati punto di riferimento anche per Enti di altri territori. Le sue dichiarazioni  “….i Dirigenti devono svolgere la loro parte e a volte….. ahimé…. noi ne abbiamo trovati 20, erano 23,  3 sono andati in pensione, non li sostituiamo. Secondo me c’è questa tendenza: ci sono dei Dirigenti che potrebbero tranquillamente non esserci. Nessuno si offenda, ma a volte non ne sentiamo, diciamo, né la presenza e quindi io non ne sentirei la  mancanza”. Dichiarazioni gravi che pesano quanto un macigno e che ci riportano a quelle che sono state alcune nostre considerazioni in occasione della pubblicazione dei bandi sulla mobilita del personale, con le quali mettevamo in evidenza come gli attuali inquilini di Palazzo dei Celestini intendono quale modello di lavoro la cultura della schiavitù. L’Assessore Macculi, insieme ai suoi compagni di viaggio farebbero bene a porre in essere delle ampie riflessioni e chiedersi come mai, a distanza di più di 2 anni,  non si è contenti dei Dirigenti quando gli stessi sono stati scelti ed assegnati nei diversi Settori e Servizi con decreto del presidente Gabellone, secondo un criterio di fedeltà politica e non di merito, come è successo in passato. Si interroghino il perché nella lunga storia della Provincia mai c’era stato un così enorme contenzioso con il personale. Contenzioso che genera conflittualità e che non porta da nessuna parte. Conflittualità causata da un modello culturale pensato ed articolato solo ed esclusivamente per i loro interna corporis. Quanto è accaduto non è semplicemente preoccupante ma devastante per i salentini e ci fa maturare ancora di più la convinzione che l’attuale maggioranza  di Palazzo dei Celestini non abbia compreso a cosa serve la Provincia e come funziona. Che non lo abbia compreso lo dimostra anche una puntigliosa azione di boicottaggio ed emarginazione che l’attuale Amministrazione ha posto in essere nei confronti di numerosi funzionari e dipendenti, forse perché ritenuti non politicamente affidabili, come se i dipendenti avessero giurato fedeltà ai partiti invece che lealtà all’istituzione. Uno sfarinamento dell’apparato burocratico in generale, cui è stata sottratta la propria mission, che non sa che fare ed è sostenuto nel non fare; una inquietante gestione del personale e dei concorsi interni che ha moltiplicato la confusione e  il contenzioso. Siamo fortemente preoccupati, in quanto nel periodo di più grave crisi del Salento e non dal dopoguerra ad oggi, nel nostro territorio stanno sostanzialmente dissolvendo un soggetto istituzionale che, a partire dal 1995, ha saputo reinventarsi e che, sino al 2009, è stato il catalizzatore di un importante progetto di trasformazione e di avanzamento del Salento e della sua comunità, diventando il punto di riferimento dei principali attori sociali ed istituzionali locali.”

 

 

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