Oggi un primo ma importante passo per ribaltare gli effetti della direttiva 2010/63 sulla vivisezione che, poco più di un anno fa, aveva visto buona parte della politica italiana schierarsi a favore di un recepimento restrittivo della normativa comunitaria.

Un emendamento che se verrà portato avanti e difeso anche nei successivi passaggi, salverà la vita a decine di migliaia di animali, a tutto vantaggio di una ricerca utile ed eticamente accettabile.
La norma prevede il divieto di esperimenti sugli animali senza anestesia qualora provochino dolore, vieta l’utilizzo di scimmie antropomorfe, cani, gatti e specie in via d’estinzione a meno che non risulti obbligatorio da legislazioni nazionali o internazionali, inoltre, è esplicitato l’obbligo di garantire lo sviluppo di metodi alternativi all’uso di animali ai fini scientifici, destinando a questo scopo congrui finanziamenti. I laboratori verranno ispezionati con regolarità e colossi come Green Hill sono destinati a convertire i propri capannoni in allevamenti regolari o diversamente a chiudere battenti.
L’Enpa esprime soddisfazione per la votazione odierna e l’intenzione da parte del governo di incentivare pratiche sostitutive. “Mi auguro che il provvedimento varato alla camera sia confermato anche in Senato e che gli allevamenti della Green Hill diventino soltanto un brutto ricordo del passato”, dichiara il presidente nazionale Enpa Carla Rocchi, che aggiunge: “Ringrazio tutti i Deputati, tra cui l’onorevole Gabriella Giammanco che hanno sostenuto e reso possibile il via libera all’emendamento alla Legge Comunitaria e ringrazio anche il Ministro Brambilla che sta contribuendo in maniera attiva a fare dell’Italia un Paese “Animal friendly”.
Pamela Villani