E’ davvero sorprendente  che, nell’era della comunicazione, il messaggio che quotidianamente Eusebio Di Francesco indirizza ai suoi uomini rimanga lettera vuota come se l’apparecchio trasmitente “lavorasse” su una lunghezza d’onda diversa da quella su cui sono tarati gli apparati riceventi! Vediamo  come andrà nel confronto con il Genoa

Più di mezza formazione (sei su undici) cambia rispetto all’ultima uscita: Ofere e Pasquato sono i terminali offensivi, Grossmuller ad ispirare e tamponare, poi Benassi tra i pali, rientra Ciccio Esposito, c’è anche Strasser; scelte tecnico caratteriali? Forse, ma anche dettate dalle assenze forzate.
Giallorossi corti a presidio della propria metà campo con i rischi che ne conseguono, come al quarto minuto di gioco quando Benassi manda in angolo, con il concorso del palo, un destro insidioso di Markel. Giacomazzi si lascia andare nel commettere ripetuti falli rischiando il giallo, il Lecce tuttavia tiene bene, sorretto da un Benassi tranquillo e sicuro come un veterano a parte una incertezza al limite dell’area da cui Palacio ricava niente. Il Genoa prova a sfondare sul suo versante sinistro specialmente quando Palacio si trasferisce dalle parti di Oddo; fioccano i calci d’angolo. Giacomazzi non demorde guadagnandosi così l’ammonizione.
La prima frazione si conclude con lo zero a zero certificando così che Giacomazzi e compagni si sono finalmente sintonizzati sulla lunghezza d’onda di Eusebio Di Francesco; l’atteggiamento remissivo del recente passato sembra essere un ricordo.
I rapporti di forza non cambiano in avvio di ripresa; a fare la partita, sia pure con scarsa inventiva, è ovviamente il Genoa; il Lecce non concede però nè spazi nè distrazioni. Pasquato, non in giornata straordinaria, esce al 14° sostituito da Cuadrado. Da registrare un secondo palo (questa volta palo pieno) colpito dai rossoblù e l’ingresso in campo di Corvia al posto di Ofere.
Il pacchetto arretrato del Lecce è sempre lucido,grintoso e puntuale nelle chiusure, sorretto egregiamente da Obodo che presidia con diligenza tutti i corridoi che conducono ai sedici metri. Al 34° Kaladze applaude l’ammonizione che l’arbitro decide di cominargli guadagnandosi il rosso e la doccia anticipata. Dunque Genoa in dieci e possibilità per il Lecce di puntare al bottino pieno.
Eusebio sostituisce Grossmuller con Bertolacci; c’è più spinta, c’è voglia di colpaccio per quanto il Genoa tenti con tutti i mezzi (non molti, in verità) di far sua la partita. Jankovic scalda le mani a Benassi con una saetta da una trentina di metri e tuttavia la partita sembra ormai avviata a concludersi a reti inviolate. Così è infatti; il Lecce porta a casa un buon punto insieme alla consapevolezza che quando si gioca con un certo spirito, con adeguata attenzione, undici uomini diventano una squadra.