“I gatti dimostrano di avere un’assoluta onestà emotiva. Gli esseri umani, per una ragione o per l’altra, quasi sempre riescono a nascondere i propri sentimenti. I gatti no”. E. H.

Ernest Hemingway amava smisuratamente i gatti. Nel romanzo “Isole nella corrente” descrive un protagonista, Thomas Hudson, teneramente abbracciato al suo micio. Nella sua villa cubana viveva con 57 gatti ai quali aveva deciso di dedicare un’intera torre; nella parte superiore si dedicava ai suoi lavori e nella parte inferiore nascevano decine e decine di cucce per i suoi amati cuccioli.  Era solito dedicare lavori, avventure e missioni ai suoi amici a quattro zampe.
Lo scrittore ha sempre vissuto con colonie di gatti, il più famoso dei quali era Snowball, il felino a sei dita. I discendenti di Snowball sono stati recentemente protagonisti di una questione legale. La casa di Hemingway a Key West, diventata una casa-museo dopo la sua morte, è infatti anch’essa popolata da decine di gatti, suscitando le ire di chi vive nel quartiere. La causa giudiziaria da qui scaturita ha visto i curatori del museo opporsi al Tribunale federale. Fortunatamente i gatti in questione hanno avuto la meglio e sono stati messi sotto tutela del Comune che li ha dichiarati: “parte integrante della storia e dell’ambiente di casa Hemingway”, stabilendo la necessità di farli vivere nella loro dimora.
Pamela Villani

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