Foto Andrea StellaNon sarà un Milan al completo quello che scenderà in campo domenica al Via del Mare ma i campioni d’Italia sembrano aver ripreso la strada maestra dopoo un inizio di campionato traballante e sono tornati a fare tanta paura.

Con il completo recupero di Ibrahimovic la squadra di Allegri ha ritrovato quella forza d’urto che è mancata per la primissima parte della stagione quando il tecnico rossonero doveva “accontentarsi” di Cassano e del giovane El Sharawi. Lo svedese, nonostante i consueti mal di pancia e la fantomatica voglia di smettere palesata in nazionale, nelle ultime due uscite rossonere si è confermato l’uomo più decisivo, mettendo in mostra la sua capacità di catalizzare tutti i palloni che transitano nella trequarti offensiva rossonera.
Dopo l’arrivo di Allegri il Milan ha cambiato pelle: non è più l’orchestra di palleggiatori di ancelottiana memoria ma un a squadra con più forza fisica e più capacità di corsa che punta sulla manovra veloce e sugli inserimenti improvvisi: un contesto tattico fatto su misura per lo svedese. Grazie alla sua tecnica e alla sua potenza fisica Ibrahimovic è anche quest’anno il fulcro del gioco milanista: impalpabile nella batosta di Torino, anche perché non ancora recuperato a pieno, lo svedese è entrato in tutti e tre i gol messi a segno dai rossoneri contro il Palermo e in Champions è servita una sua stoccata per sbloccare il risultato contro il Bate Borisov.
Non solo gol per Ibra quindi, ma anche tanto lavoro per aprire spazi preziosi per gli inserimenti dei compagni. L’uomo più pericoloso per il Lecce da questo punto di vista sarà sicuramente Boateng: il ghanese, bravissimo a sfuggire ai radar delle difese avversarie attaccando gli spazi su tutto il fronte offensivo, dovrebbe giocare da titolare nonostente i dubbi dell’ultima ora di Allegri. “Dovrò fare delle considerazioni in quanto non ho ancora valutato del tutto le condizioni di Aquilani e Boateng che comunque dovrebbero esserci”, ha detto il tecnico livornese nella conferenza stampa di ieri.
Con Van Bommel e Nocerino indispensabili per dare sostanza al centrocampo, Aquilani sarà chiamato a dare qualità ad una mediana priva dell’infortunato Seedorf. A Boateng dovrebbe essere affidato l’ormai consueto ruolo di trequartista d’assalto dietro ad Ibra e probabilmente a Robinho. Cassano è in un ottimo momento di forma ma ha giocato tanto e forse Allegri potrebbe concedergli un turno di riposo lasciando spazio ad un Robinho ormai pienamente recuperato.
Potrebbe non essereci derby dunque per il barese, almeno dal primo minuto , a meno che Allegri non decida di inserire il tridente segliendo uno tra Aquilani e Boateng per il centrocampo.
La defezione più importante per il Milan è sicuramente in difesa dove al fianco di Alessandro Nesta non ci sarà Thiago Silva, ancora alle prese con i postumi di una botta: al posto del centrale brasiliano giocherà Mario Yepes mentre mentre sembra destinato ancora alla panchina l’ex romanista Mexes. Sull’out mancino non giocherà Taiwo: il nigeriano ha offerto una buona prova mercoledì in Champions ma è ancora in “rodaggio” e Allegri gli preferisce Antonini per la trasferta salentina. Confermatissima invece dalla parte opposta la presenza dell’inesauribile Ignazio Abate.
Sono tanti i campioni che il Lecce dovrà provare a tamponare, ma dare fastidio al Milan non è impossibile: l’assenza al centro della difesa di Thiago Silva può minare qualche automatismo, anche se Yepes, lo scorso anno, ha dimostrato piena affidabilità. Più che le assenze dell’avversario però, il Lecce dovrebbe provare a sfruttare quello che sembra uno dei pochi punti deboli dei campioni d’Italia, ovvero la scarsa rapidità di Mark Van Bommel che a centrocampo spesso alterna alla grande solidità qualche disattenzione di toppo.
Attendere il Milan nella propria area di rigore potrebbe essere utile per non prendere tropppi gol ma i ritmi altri e un pressing ragionato possono mettere in difficoltà i campioni d’Italia.
E’ stato chiaro d’altronde Eusebio Di Francesco che intende giocarsi la partita senza fare le barricate:  “Voglio che la mia squadra si predisponga in campo corta ed equilibrata per poter dare ai nostri avversari meno possibilità nel palleggio dove sono molto forti. Per tenere testa al Milan ci vorranno ritmi alti da parte nostra. Ai miei attaccanti ho chiesto di osare di più e questo soprattutto negli ultimi venti-trenta metri. Bisogna cercare di più l’uno contro uno per creare superiorità ed anche calci piazzati”.
Per il Milan sarà sicuramente una gara ostica, anche perché tradizionalmete il Via del Mare è sempre stato un campo difficile per i rossoneri. A Lecce il Milan non vince da 10 anni, l’ultima volta fu il 5 gennaio 2002 quando l’allora squadra di Alberto Zaccheroni passò per 1-0 con il gol decisivo di Jose Mari. Poi 4 pareggi e una sconfitta per i  rossoneri firmata Conan il 1° aprile del 2006.
L’anno scorso non bastò alla squadra di Allegri il prodigio di Ibrahimovic per portare a Milano i 3 punti perché la zampata di Olivera costrinse i futuri vincitori dello scudetto ad accontentarsi del pari.
I giallorossi sperano di continuare una tradizione positiva sfruttando magari il contributo e i suggerimenti degli ex rossoneri Oddo e Strasser: si tratta comunque di una sfida complicatissima per i giallorossi che avranno bisogno di una partita perfetta e di un pizzico di fortuna.

 

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