L’ottava giornata di campionato ci regala finalmente una capolista, l’ Udinese: i friulani, battendo per 3-0 il Novara grazie alla doppietta di Di Natale e al gol di Domizzi, salgono a quindici punti e volano in testa alla classifica in solitaria.

I bianconeri hanno meritato la vittoria, anche se forse il risultato finale è un po’ troppo largo vista la prestazione degli avversari, ai quali mancavano molti titolari. Come undici anni fa, quindi, l’Udinese si ritrova a guardare tutti dal basso.
Merito di Guidolin, bravissimo nell’infondere, ad un gruppo privato di due gioielli come Inler e Sanchez, nuove motivazioni per ricalcare le orme dello scorso campionato; merito anche del bomber trentaquattrenne Di Natale, autore di una doppietta (la sedicesima in Serie A per lui) che lo ha portato a quota 136 gol nel massimo campionato.
Accanto a questi due importantissimi fattori (indispensabili per i risultati fino ad ora ottenuti) va aggiunto quello del gruppo: la squadra, composta nella maggior parte dei casi da gente molto giovane e da poche chiocce di altissima qualità, è un gruppo unito e compatto che rema uniformemente nella stessa direzione: qualora le cose dovessero continuare così, diventerebbe veramente duro battere una squadra che fino ad ora ha subito solamente un gol, più di un mese fa, da parte del Milan.
Milan protagonista in questa giornata di una rimonta che ha dell’incredibile: i rossoneri, scesi a Lecce per affrontare un avversario sempre ostico tra le mura amiche, hanno concluso il primo tempo sotto di tre gol. Giacomazzi, l’ex Oddo su rigore e Grossmuller avevano, almeno apparentemente, steso la squadra di Allegri, agghiaccianti per il nulla assoluto mostrato agli spettatori. Nella ripresa, però, la musica è cambiata totalmente: fuori Ambrosini e Robinho, punti deboli nella prima frazione, e dentro Aquilani e Boateng.
Neanche a metà della ripresa, il Milan aveva già riacciuffato gli avversari grazie alla straordinaria tripletta del centrocampista ghanese (meravigliosi i primi due gol); il Lecce, impaurito, non è più rientrato in partita, ed infine ha perso per il gol del 4-3 firmato da Mario Yepes.
I rossoneri dunque si portano a quota undici, insieme a Roma (vittoriosa per 1-0 sul Palermo, grazie al primo gol italiano di Eric Lamela) e Napoli (solo uno 0-0 a Cagliari per la banda Mazzarri).
Al secondo posto, dietro l’Udinese, c’è la Lazio di Edy Reja alla terza vittoria di fila: dopo Fiorentina e Roma, ora cade anche il Bologna, l’unica delle tre a non aver subito gol da Klose. I biancocelesti battono i romagnoli per 2-0 grazie ad un autogol di Acquafresca (sfortunato a deviare nella propria porta un siluro su punizione di Hernanes) e alla prima rete in campionato di Lulic. Fondamentale è stato il portiere Marchetti, che ha salvato il risultato in almeno tre occasioni.
La Lazio però dovrebbe provare a tenere questo ritmo anche in Europa League: va bene la sfortuna, ma un pizzico di cattiveria in più in campo europeo farebbe bene sia alla squadra che all’Italia, sempre più in giù nel ranking europeo.
Dietro, a tredici punti, la Juventus. A causa della cattiva giornata di Giorgio Chiellini, la “Vecchia Signora” non è andata oltre il 2-2 casalingo contro il Genoa, comunque bravo a non mollare e a cercare il pareggio anche nei minuti finali. C’è ancora da lavorare per Conte, così come c’è da lavorare per Mihajlovic e la sua Fiorentina: ancora una volta i viola hanno subito una rimonta, questa volta da parte del Catania; la doppietta di Jovetic è stata intervallata dai gol di Delvecchio e di Maxi Lopez, per il 2-2 finale. I tifosi hanno perso la pazienza, e chiedono a gran voce la testa dell’allenatore (“Salta la panchina, o Sinisa, salta la panchina!” gridava sabato la curva Fiesole a fine partita). Il serbo non ha intenzione di dimettersi e la società non ne ha di esonerarlo, ma se le cose dovessero continuare così il clima in Toscana diventerebbe veramente duro.
C’è poi, anche, chi potrebbe godersi il secondo posto con la Lazio, e invece è impegnato nella lotta per non retrocedere: stiamo parlando dell’Atalanta, vincente a Parma per 2-1 (doppietta di Maxi Moralez, Valdes per i padroni di casa). I bergamaschi, senza la penalizzazione, sarebbero a quattordici punti, invece sono fermi a quota otto.
Un punto in meno per l’Inter, che però è finalmente riuscita a vincere (e a segnare) in casa contro il Chievo per 1-0, grazie al gol di Thiago Motta. Chiude la classifica il Cesena a quota due, sconfitto anche a Siena per 2-0.
Il nostro pensiero va però, soprattutto, ad un campione sportivo che ieri ha perso la vita in un tragico incidente, il motociclista ventiquattrenne Marco Simoncelli. In sua memoria, su tutti i campi di Serie A (di calcio, basket e pallavolo) è stato rispettato un minuto di silenzio.
Addio, SuperSic!

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