La Juventus non demorde e si conferma capolista anche questa settimana. Nell’anticipo di San Siro, i bianconeri battono l’Inter per 2-1 e si riprendono il trono del campionato, occupato (solo momentaneamente) dal Milan nel pomeriggio.

Vittoria meritata, quella degli uomini di Conte, che possono recriminare anche per un calcio di rigore abbastanza evidente non assegnato e per alcune buone occasioni mancate, in particolare quelle di Estigarribia e di Del Piero che nel finale avrebbero potuto incrementare ulteriormente il vantaggio. Certo, l’Inter non è stata a guardare, è partita meglio degli avversari e ha saputo reagire bene al vantaggio di Vucinic, ma i limiti, soprattutto caratteriali oltre che difensivi, sono emersi come al solito e hanno permesso alla Juventus di raddoppiare con Marchisio. Tra i due gol, il temporaneo pareggio di Maicon e una traversa piena colpita da Pazzini di testa.
Nonostante la buona prestazione dell’Inter, comunque, i bianconeri sono stati superiori in ogni reparto: giganti a centrocampo, infallibili in attacco. La partita di sabato sera ha dimostrato come Pirlo e Matri siano giocatori fondamentali per Conte: in particolar modo il centravanti, inizialmente un po’ snobbato dal tecnico, a suon di gol e prestazioni convincenti si è conquistato meritatamente il posto da titolare. Ieri non ha segnato, ma ci ha messo lo zampino in entrambi i gol e ha sfiorato la gioia personale, mancata di pochissimo.
Ancora una volta male l’Inter, ferma a otto punti, quartultima in classifica e ormai definitivamente fuori dalla corsa per il titolo; resta solo l’Europa ai nerazzurri per non trasformare questa in una delle più negative stagioni della storia nerazzurra.
In netta ripresa, e alla quarta vittoria consecutiva il Milan: battuta la Roma all’Olimpico per 3-2, grande prova di carattere per i rossoneri che segnano ancora tanti gol (sono undici le reti segnate nelle ultime tre partite) ma subiscono facilmente su palla inattiva. Non male la squadra di Luis Enrique, volenterosa e a tratti padrona del campo, ma ancora inesperta (soprattutto a centrocampo e in attacco) e fragile dietro, dove invece l’esperienza non manca (si pensi ad Heinze, Cassetti e Burdisso). Sicuramente il gioco complesso dell’allenatore catalano deve ancora essere completamente metabolizzato dalla squadra, fatto sta che i giallorossi perdono da tre gare.
Un po’ più di attenzione dietro, e forse i romanisti torneranno a divertirsi. Tuttavia è difficile, molto difficile, pensare ad una Roma ai vertici della classifica; ci vuole un po’ di pazienza.
Il Milan però non è ancora la seconda forza del campionato: Lazio e Udinese infatti precedono i rossoneri di un punto, e sempre di un punto sono lontane dalla Juventus.
La Lazio sfrutta perfettamente i quattro tiri concessi da un buon Cagliari (che però in casa non segna mai) per segnare i tre gol decisivi: Lulic, Klose e Rocchi, al centesimo gol con la maglia biancoceleste, i marcatori del match; 3-0, dunque, il finale.
I friulani, ripresisi dopo la sconfitta di Napoli, vincono in casa contro il Palermo, ancora a secco di gol fuori casa; 1-0 grazie al solito Totò Di Natale, capocannoniere del campionato con sette reti e unico italiano inserito nella lista dei cinquanta papabili per il Pallone d’Oro. Grande prestazione per il capitano dei bianconeri, che avrebbe potuto segnare ancora di più se la traversa non avesse bloccato una sua grande girata di destro; oltre a Di Natale, però, c’è una squadra che gioca sempre bene al massimo e permette al numero dieci di esaltarsi. Dall’altra parte c’è un buon Palermo, non sufficiente però per fermare l’armata friulana.
Cade ancora, alla vigilia della Champions, il Napoli, questa volta a Catania: subito in vantaggio con Cavani dopo poco meno di un minuto, i partenopei non hanno gestito il vantaggio e hanno subito la rimonta etnea. Per gli scaramantici, questo è un buon segno: se si esclude la prima partita contro il Manchester City, il Napoli ha sempre perso prima della Champions e in Europa sono arrivati quattro punti contro Villareal e Bayern Monaco. Per chi non è scaramantico, invece, questo è l’ennesimo segno che la squadra di Mazzarri non è in grado di reggere, forse mentalmente, il doppio impegno nazionale ed internazionale. Tuttavia il Napoli resta quinto in classifica, raggiunto a quattordici punti proprio dal Catania di Montella.
Appena un punto più in giù si trova il sorprendente Siena di Sannino, travolgente in casa contro il Chievo: 4-1 ai veronesi per dimostrare che non ci dovrebbero essere particolari problemi per il raggiungimento della salvezza.
Bene anche la Fiorentina, che finalmente torna a vincere (in casa contro il Genoa, 1-0 il finale) e salva la panchina di Mihajlovic; salta invece quella di Giampaolo, esonerato dal Cesena dopo la sconfitta per 2-0 in casa del Parma. Vittoria anche per l’altra emiliana, il Bologna, che in un solo colpo trova la prima vittoria casalinga dopo quasi nove mesi e il primo gol in campionato di Di Vaio: battuta l’Atalanta per 3-1 in rimonta, visto che i bergamaschi si erano portati in vantaggio con Denis. Il numero 9 rossoblu, Ramirez e Loria hanno ribaltato il risultato, tirando fuori, almeno per una settimana, il Bologna dalle ultime tre posizioni.
Finisce 1-1 lo scontro-salvezza del Via del Mare tra Lecce e Novara: giallorossi in vantaggio con Strasser, pari dei piemontesi con Rigoni su calcio di rigore; se queste due squadre non si svegliano, rimanere nella massima serie diventerà  un’impresa molto difficile.

ATTENZIONE: i commenti non sono moderati dalla redazione, che non se ne assume la responsabilità. Ogni utente risponderà del contenuto delle proprie affermazioni.