Una sala gremita di gente ha accolto ieri sera presso il castello Carlo V di Lecce il sindaco di Firenze Matteo Renzi. Nella stanza dedicata a Maria D’Enghien “una delle più belle sale in nostro possesso” spiega il Sindaco Perrone durante il suo discorso di saluto, giovani, adulti e tutta la dirigenza di Lecce e Provincia.

Ammiratori e non del “rottamatore” sono accorsi numerosissimi per una serata priva di colore politico, con il solo scopo di inneggiare alle idee. Quelle idee, le uniche che permetteranno ai giovani di farsi spazio nel grande universo della politica e del lavoro. Il libro, intitolato “Fuori” è un “inno alla polemica”, come ama definirlo lo stesso Renzi. “Credo che la polemica sia una cosa bellissima. Per questo mi piace pensare che il mio libro ne sia un inno!  Ora voi mi prenderete per pazzo – continua Renzi – ma io sono uno di quei pochi  che pensa che anche la politica sia una cosa bellissima! Immaginate il dolore che ho provato quando, come ogni martedì della settimana, sono andato nelle scuole elementari di Firenze e una bambina alla domanda chi sono i politici? ha risposto, quelli che rubano! Quando ero bambino, mia madre mi parlava di un ministro della giustizia americano che mandò l’esercito al governatore dell’Alabama  perché quest’ultimo non voleva far entrare all’università un ragazzo di colore. Pensate cosa può voler dire per un ragazzino di 18 anni l’esercito! Bene, quel ministro era Bob Kennedy ed io ascoltavo a bocca aperta queste storie che mi hanno portato all’amore per il mio mestiere. Pensate ai nostri bambini che accendono la tv oggi, cosa sono costretti a vedere. Siamo arrivati davvero al limite della sopportazione.  E qui entra in campo la rottamazione! Allora, l’altro giorno sono andato in un centro anziani di Firenze e mi si sono avvicinati tre ottantenni chiedendomi: che tu vuoi rottamare pure noi? Allora ho capito che dovevo chiarire meglio il concetto! La parola rottamazione non fa riferimento all’età anagrafica. Rottamazione è: dopo 15 o 20 anni in parlamento è bene che uno faccia spazio; dopo aver servito la propria comunità ci fa il piacere di mettersi da parte. Facciamo alcuni esempi pratici. Pensiamo agli ultimi tre vertici internazionali: nel 1994 a Napoli, nel 2001 a Genova e nel 2009 l’ultimo a L’Aquila. Qualcuno di voi ora si fermi a pensare dal 1994 al 2001 come è cambiata la vostra vita: qualcuno di voi si è laureato, ha fatto un figlio, ha comprato una casa, ha cambiato lavoro, qualcuno di voi ha anche cambiato modo di ascoltare la musica! Insomma immaginate in vent’anni in che modo può cambiare la vita di un uomo. Andiamo a vedere com’è cambiata agli americani per esempio:  nel 94 c’era Clinton, nel 2001 Bush e nel 2009 Obama. Ora andiamo dagli inglesi nel 94 Major, 2001 Blair e nel 2009 Brown. E in Italia? Nel 1994, nel 2001 e nel 2009: Berlusconi, Berlusconi, Berlusconi!
Il problema è pensare che abbiamo una classe dirigente che abbia dato ormai tutto quello che poteva dare e la facciamo rimanere lì. Bisogna dare invece spazio ai giovani, quelli bravi, competenti. Non basta che i giovani dicano levatevi tutti adesso arriviamo noi! I giovani devono mandare tutti via con le loro idee rivoluzionarie, innovative e lungimiranti. Bisogna, e qui voglio ripetere una frase del presidente Obama, mantenere in vita le aspettative dei nostri bambini”.
Un discorso affascinante che ha catturato l’attenzione di tutti i presenti senza differenze d’età e di colore politico. Una serata interessante proprio come il libro; “Quello che colpisce del Renzi scrittore è l’abilità che ha nel farti venire alla fine di un capitolo la voglia immediata di iniziare quello successivo” spiega il consigliere comunale Paolo Foresio, intervenuto insieme alla presidente della Fondazione Città del Libro Maria Novella Guarino che la letto un passo finale del libro ed ha ringraziato il sindaco Renzi per aver fatto tappa nella nostra città. “Dopo tutto Lecce è la Firenze del Sud!” ha fatto notare con un sorriso il sindaco Paolo Perrone.

loading...

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

sette − sei =