Gianfranco Fini (repertorio)Lecce il punto di partenza per i quattro leader nazionali che hanno costituito il Terzo Polo. Fini (Fli), Casini (Udc), Rutelli (Api), Lombardo (Mpa), insieme per il superamento del sistema bipolare, hanno assicurato in una piazza popolata da una discreta folla proveniente dalle altre province pugliesi ma anche dalla Calabria e Basilicata. E nel programma comune, l’imperativo di ridare credibilità al Paese

Un battezzo congressuale che non a caso parte dalla Puglia, la regione che più di altre vede nascere soggetti politici e nuove sperimentazioni, dal Sel di Vendola al laboratorio Ferrarese della provincia di Brindisi al Grande Sud della Poli e Miccichè. Ed oggi il Terzo Polo in netta contrapposizione con i due già esistenti nonostante le provenienze dei suoi leader. A sostenere i rappresentanti nazionali, Buttiglione, Bocchino ma anche tanti locali.

Dai tre valori di Fini –  amore per la patria, orgoglio di essere italiani, rispetto del nostro Paese nel mondo – alla valorizzazione del turismo come traino per la ripresa dell’Italia, alla fiscalità di vantaggio contro la criminalità di Lombardo alla patrimoniale di Casini, tutti convincenti per oltre un’ora di comizio in piazza Libertini. ”Ci sono tante ragioni per voltare le spalle a chi ha illuso gli italiani”- ha esordito il leader di Fli – ”lungimiranza e coraggio politico è l’arma giusta per dire che non e’ di risposte fumose che l’Italia ha bisogno in questo momento”

Attenti e schierati i leader si sono succeduti negli interventi complimentandosi a vicenda “su questo palco ci unisce anche il rischio, di aver voluto voltare pagina e ricominciare a costo di prezzi altissimi in termini personali” ha commentato Fini, così come il rifiuto della demolizione di valori istituzionali e costituzionali, ha incalzato Rutelli forte della sua convinzione di voltare le spalle al suo partito di centrosinistra che andava sempre più a sinistra senza lasciare spazio al rinnovo. Un uomo del sud per il sud si è definito l’ex governatore della Sicilia Lombardo, che ha creato il movimento meridionalista e autonomista di contrasto alla secessione bossiniana e che invoca un piano per le infrastrutture e la fiscalità di vantaggio per combattere la criminalità organizzata.

”E’ ora di finirla di avere i superuomini, quelli che pensano che il mondo finisce quando finiscono loro. I cimiteri sono pieni di gente che si riteneva indispensabile”.  Il Terzo Polo è contro la caricatura del bipolarismo che ormai e’ divenuto uno scontro fra uomini primitivi secondo il leader di Udc che ha chiuso la convention aggiungendo che oggi c’e’ “bisogno di parlare un linguaggio nuovo e non di riproporre una formula bipolarista sgangherata che governa con formule aritmetiche. La ferma intenzione di fare uscire l’Italia dal sistema propagandistico e da spot pubblicitario che l’ha portata sull’orlo del baratro è tra le priorità del Terzo polo, lo ha ribadito Casini usando forse involontariamente lo slogan del locale Movimento per la Regione Salento “artefici del nostro destino”, un fermo basta al Pdl che ha paralizzato ogni settore del Paese e un altrettanto rifiuto al centrosinistra che sbandiera il suo da fare che poi non fa. Il Terzo Polo è pronto al voto senza alleanze.

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