“Esprimo la mia più assoluta solidarietà – afferma l’on.Ugo Lisi – ai cittadini di Roma, al loro sindaco, alle Forze del’Ordine e soprattutto ai commercianti della Capitale che in queste ore stanno vedendo devastati i loro esercizi commerciali da bande di violenti

che non avrebbero diritto a manifestare nulla, visto che il loro pensiero si concentra  nel lancio di sanpietrini. Vedendo le immagini dell’incendio dei mezzi blindati dei carabinieri e ascoltando le dichiarazioni di molti colleghi e collaboratori presenti a Roma, invito il presidente Vendola a soprassedere dall’eccessiva sicurezza con cui distingue indignados e black block. Tutta questa differenza sembra difficile vederla e la linea di demarcazione tra i comportamenti non sembra essere così netta.  Dico ciò con tutto il rispetto che nutro per ogni forma di pensiero alternativo a quello imperante. Ma la violenza non deve essere chiamata con nomi che ne edulcorino il suono. Auspico un’immediata presa di distanza delle forze di Sinistra da quanto sta avvenendo in queste ore.”

”Mi auguro che le sanzioni che dovranno essere erogate nei confronti di questi violenti siano serie, e che non si ripeta la pantomima di dicembre 2010, quando una magistratura giudicante molto comprensiva ha rimesso in libertà in poche ore coloro che erano stati individuati come responsabili dei fatti, e che in quel caso non furono di lieve entità”. E’ quanto dice il sottosegretario all’Interno con delega alla Pubblica Sicurezza, Alfredo Mantovano, intervistato da Radio 24.

 

”Oggi a Roma sono andate in scena due manifestazioni. Una e’ quella meravigliosa di centinaia di migliaia di persone che hanno lavorato per portare i loro simboli, per manifestare pacificamente lo spirito di rivolta contro un destino di precarieta’ che rischia di risucchiare il senso della vita di questa generazione. Dall’altra parte c’e’ stata un’altra manifestazione. Quella di minoranze di teppisti, di black block che come si e’ visto, sono innanzitutto in azione per togliere la scena agli ‘indignati’, per prendere loro la parola, e loro parlano bruciando auto e rompendo telecamere”. Queste le parole che il presidente nazionale di Sinistra Ecologia Liberta’ (Sel) Nichi Vendola ha rilasciato ai microfoni di Sky Tg24. ”La violenza dei black block – ha proseguito il governatore della Puglia – crea solo un cortocircuito che serve a militarizzare il conflitto, mentre questo conflitto, che riguarda la cultura, l’economia e la societa’, oggi appartiene alla stragrande maggioranza dei cittadini. Tutti sentono che stiamo slittando verso un buco nero. Tutti stanno cercando di aprire una finestra per venire fuori da questa situazione. Ma questa finestra e’ stata chiusa dai black block. Lo stesso corteo dei pacifisti – ha concluso Vendola – ha cercato di espellere i violenti, ha cercato di bloccare i black block: i black block contro gli indignati e l’indignazione si esprime pacificamente contro la violenza”.

Una condanna senza appello “agli sconsiderati che stanno rovinando la manifestazione di Roma” viene dal presidente del Consiglio regionale della Puglia Onofrio Introna. “Ci risiamo – dice – ancora una volta un manipolo di balordi impedisce a cittadini, donne e giovani di esprimere una protesta pacifica, in un corteo straordinario, non violento”. “Così non si fa l’interesse di chi va in piazza per cambiare, questo significa sabotare la lotta per il lavoro, per rivendicare il futuro di una generazione di ragazze e ragazzi che rischiano di non avere un domani”. “Così – fa notare Introna – si fa solo il gioco della reazione, si autorizza di fatto le forze più arretrate ad ignorare la voce dei nostri giovani, si cancella una protesta civile che chiede di essere ascoltata e pretende risposte, non vuole distruggere, al contrario, rivendica il diritto di poter costruire il proprio avvenire giorno per giorno, come tutti”. “Questi del Blocco Nero, incappucciati, travisati con maschere antigas costose, sono i veri nemici dei giovani, sono dei falliti irresponsabili mascherati, che non hanno neanche il coraggio di mostrare la propria identità. Non si tratta d’altro che di criminali comuni, che incendiano auto di semplici cittadini, aggrediscono cameraman, sfasciano vetrine di onesti commercianti, feriscono ragazzi della Polizia, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza impegnati a difesa dell’ordine pubblico, dei beni della gente, dello stesso diritto di sfilare pacificamente in protesta per le vie della capitale”.

”Più che discutere sul se e come le forze dell’ordine si sono organizzate per fronteggiare i violenti, oggi è più urgente capire se e chi alimenta questi violenti, indegni di essere definiti ancora cittadini italiani”. Lo afferma la senatrice Adriana Poli Bortone, presidente di Io Sud, in merito ai fatti di Roma di ieri. ”Cerchiamo – chiede la fondatrice di Grande Sud – di non spostare il tiro rispetto all’analisi profonda che deve essere fatta per aggredire le cause di questo fenomeno, capendo il perch‚ di queste forme di violenza organizzata gravissima”. ”Rispetto a questo ci deve essere una forte risposta da parte di tutti i cittadini – afferma ancora – anche quelli fortemente contrari a questo Governo, per non tornare indietro di 40 anni con delle scene di vero e proprio terrorismo organizzato che affossano il sentimento comune di democrazia”. ”Solo in Italia – conclude – abbiamo assistito a scene già viste negli anni 70 e che pensavamo potessero appartenere alle pagine buie della nostra storia”