Nato nella Svizzera italiana, a Losanna, Michel Cleis, non più in tenera età, ha scoperto di essere un dj producer dal notevole talento. Dopo il suo primo successo è entrato subito a far parte della Cadenza Records di Luciano ed è diventato uno dei principali artisti del party Vagabundos, che l’etichetta propone ad Ibiza e in giro per il mondo.

Da varie informazioni, sappiamo che da giovane non avresti mai immaginato di avere un futuro nel settore della musica. Ma come ti sei avvicinato al mondo della produzione?
Hehe… è vero! E nemmeno ho provato, anche se spesso la gente fatica a crederlo. Tutto cominciò con la passione per la musica di mio padre (che suonava e suona, ancora oggi, in una band Jazz -New Orleans) e di mia madre (le è sempre piaciuto molto ballare).Ma concretamente mi comprai il primo campionatore a causa di un incidente sportivo: giocavo a basket e mi ruppi i legamenti del ginocchio destro. Il medico mi obbligò di restarmene a casa per tre mesi, A quell’ epoca avevo già una grossa collezione di dischi jazz, funk, bossa, soul e disco e cominciai a campionarli. Iniziammo un progetto con due buonissimi amici che già facevano musica da tempo. Il progetto si chiamò Truxton. Un anno dopo l’incidente firmai il mio primo contratto con la casa discografica V2 , a Parigi.

Prima di diventare il famoso dj che sei tuttora, a quali attività ti dedicavi nella tua vita?
Viaggiavo, avevo una vita di famiglia (senza figli) e lavoravo come psicologo per una fondazione che si occupa di violenza domestica, con persone che agiscono in maniera violenta e spesso pericolosa. Ora continuo a viaggiare, non ho più una vita di famiglia e nemmeno un lavoro quasi normale. Sto diventando, o sono diventato, un professionista del vagabondaggio.

Come è nato il brano “La Mezcla”? Hai avuto qualche ispirazione particolare?
“La Mezcla” è arrivato dopo un viaggio in Colombia, un viaggio di famiglia, un viaggio da innamorati. Arrivò prima “La tortuga” . La mia ragazza dell’epoca mi diede (al ritorno delle vacanze) un cd che già stava a casa da tempo. Aveva percepito il mio entusiasmo per i ritmi d’ altrove e rispolverò la musica di Toto “la Momposina”, un’ icona della musica colombiana. Mi disse di ascoltare il cd  perchè secondo lei c’erano forse cose da farci. il seguito fu “La Mezcla”.

Nella tua biografia ho trovato che sei cresciuto ascoltando Lucio Battisti. La sua musica ha influenzato il tuo stile? In che modo un cantautore può lasciare il segno in una sonorità elettronica?
Sì, ho ascoltato Lucio Battisti, ma più sul tardi. Sono cresciuto con tanto Jazz, funk e soul. Lucio Battisti è, a mio modo di vedere, colui che ha fatto tra le più belle ed interessanti musiche del panorama italiano, degli arrangiamenti sorprendenti, dei bei viaggi. Ogni viaggio musicale ne può influenzare un altro. Anche se i generi sono differenti o sono stati classificati in categorie distinte, alla fine sempre di musica si parla.

Che rapporto si è instaurato tra te e i tuoi colleghi “vagabondi” della Cadenza Records?
C ‘è una coesione forte con i vagabondi, ci si vuole bene. Questo clima è probabilmente favorito dal successo della label durante questi ultimi 2 anni. Mi piace lavorare con i ragazzi, incontrarli nell’ ambito di uno shwowcase Cadenza o di una serata “Vagabundos”. È sempre sinonimo di festa. E poi, hehe.. sono il decano: devo tenerli d’occhio!

Come definiresti il tuo djset?
Spero che sia una cosa colorata, una storia con un bell’ inizio e una fine ancora migliore. Sarà dinamico e groovy.

Intervista a Micheal Cleis a cura di Valter Cirillo

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