Foto Andrea StellaA Lecce torna la festa del vino. La rievocazione di una vecchia manifestazione che si è tenuta tra il 1930 e il 1950 e che celebrava la nostra ormai nota cultura enogastronomica. Da venerdì piazza S. Oronzo e le vie limitrofe si riempiranno di 46 stand, di musica, spettacolo e intrattenimento. Si rievocheranno gli echi di questa vecchia festa anche con la presenza di pigiatori di uva, antichi mestieri, sfilate folkloristiche, per dare mescolare il passato al presente.

L’evento nasce grazie all’ente APT – Puglia Promozione e si inserisce in quel programma dell’amministrazione che si pone l’obiettivo di destagionalizzare il turismo ed è “di qualità”, come ci tiene a specificare l’assessore Massimo Alfarano che ha presentato questa mattina la Festa del Vino.

 

“Siamo reduci da una stagione estiva esaltante e continuiamo con questa linea che continua a dare lustro alla città. Questi sono eventi eleganti e di qualità che ravvivano Lecce e le danno una certa impostazione.”

Destagionalizzare quindi e portare alla luce uno degli aspetti più ricchi della tradizione popolare, che è l’enogastronomia.
Nei tre giorni di manifestazione, si esibiranno alcuni gruppi folkloristici locali; in ordine di apparizione I Briganti di Terra d’Otranto, Lu Rusciu Nosciu e i Triace. Non mancheranno comunque altre esibizioni e anche gli artisti di strada.

La festa è ovviamente, una festa rivisitata. E’ previsto infatti, un corso di alfabetizzazione alla degustazione del vino, tenuto da Eustachio Cazzorla, enogiornalista e sommelier degustatore, e Massimo Martella, winemaker e consulente. Il corso è gratuito e si ripeterà per due volte sabato pomeriggio per un totale di sole 40 persone. Per chi volesse partecipare, potrà dare il proprio nominativo presso lo stand 14 già da domani.

Per tutti gli altri ad ogni modo, in tutti e tre i giorni della manifestazione, sarà possibile acquistare calice e porta-calice più 6 degustazioni al prezzo di 10 euro e scegliere così tra le 18 cantine scelte come migliore espressione dell’enologia salentina.

“Se abbiamo finora avuto successo”, ha concluso Alfarano. “E’ perché siamo stati bravi e con siamo intendo tutti, dall’amministrazione, all’APT, ai privati a sfruttare le nostre risorse e ad offrire eventi di questo tipo. Le mode passano ma la speranza è che Lecce grazie a tutto questo, resti sempre una delle mete turistiche preferite.”

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