E’ proprio vero che la radice dell’emozione e di quello che definiamo “umano” attecchisce nel terreno che meno crediamo adeguato. Mai avrei pensato di sentire tanto forte l’espressione del trasporto del racconto, l’urgenza della narrazione.

Manuela Mosca ha raccontato ieri, nella cornice d’eccezione della sala teatrino della Biblioteca Provinciale “Bernardini”, per la prima volta a un pubblico selezionato e attentissimo, la storia del suo progetto: riportare alla memoria dei salentini la vita di Antonio De Viti De Marco, attraverso un documentario e un libro editi da Bruno Mondadori, nella collana “Ricerca”.
Antonio De Viti De Marco (1858-1943) è una delle figure di maggior rilievo nel panorama del pensiero economico italiano, conosciuta e apprezzata anche all’estero, tanto da ricevere recensioni in America di lavori in italiano mai tradotti. Insigne studioso di scienza delle finanze, di processi bancari e di commercio internazionale, fu un convinto meridionalista, leader contro il proibizionismo, profondamente impegnato, su posizioni liberali e radicali, nelle vicende politiche italiane.
La curatrice della ricerca, Manuela Mosca, professore associato di Storia del pensiero economico dell’Università del Salento ha delineato, nel corso di sei anni di lavoro, una storia completa che ha tratteggiato il profilo dell’uomo nella sua vita più intima e familiare, del cittadino del mondo per il suo considerevole contributo scientifico, del  politico ed economista conosciuto in tutta la penisola. Mancavano dei frammenti, rintracciati in testi, lettere e soprattutto racconti; il documentario di fatto si compone di undici interviste, realizzate dalla curatrice: a raccontarci in profondità Antonio de Viti de Marco sono le voci dirette di studiosi di discipline diverse e la testimonianza preziosa della biografa Emilia Chirilli, amica della sorella minore del De Viti De Marco, grazie alla quale si conosce per la prima volta il lato personale di questo importante intellettuale. Tempismo perfetto quello di Manuela Mosca, che ha raccolto l’eredità di memoria di Emilia Chirilli, scomparsa qualche mese dopo aver completato l’intervista.
Uomo di grande apertura e di ingegno brillante, non si piegò al fascismo rinunciando alla sua cattedra, al quale è anche dedicata la Facoltà di Economia dell’Università di Lecce, l’iniziativa è infatti a cura della Facoltà di Economia e del Dipartimento di Scienze economiche e matematico-statistiche dell’Università del Salento, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia e con il patrocinio della Provincia di Lecce. Presenti alla presentazione oltre la curatrice, il Preside di Facoltà Stefano Adamo, la Professoressa Anna Lucia Denitto e il Prof. Giampaolo Arachi.
La memoria è la ricchezza più preziosa che ci viene concesso di tramandare senza costo, responsabilità è recuperarla ove testimonia la grandezza di uomini, dovere morale informarsi e raccontare, non lasciare che il tempo dissolva il genio e lo consegni solo all’intitolazione di vie cittadine, di palazzi o ad epitaffi impolverati.

Il documentario completo è visualizzabile all’indirizzo www.dsems.unisalento.it/devitidemarco

 

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