Adriana Poli BortoneLa partita che si è aperta con il Consiglio comunale di oggi e che vede protagonisti Poli Bortone versus Perrone nella proposta di sfida alle primarie, ha origini lontane nel tempo e si chiama via Brenta. E’ stata oggetto di lunga discussione in Aula, l’ennesima, fino all’intervento della consigliera Io Sud, Maria Rosaria Ferilli, che ha capovolto la tesi del sindaco circa l’efficacia del risultato ottenuto con la trattativa con la Selmabipiemme sui palazzi di via Brenta

Sfida politica futura, sfida di credibilità passata. Da un lato la dichiarazione autorizzata della consigliera Francesca Mariano di Io Sud, sulla sfida alle primarie che la senatrice Poli Bortone è disposta ad affrontare con il sindaco uscente Perrone. Dall’altro, un conflitto nato nella scorsa amministrazione Poli Bortone, quando Perrone era il suo vice, e che ha riguardato l’acquisto di un immobile occupato dagli Uffici giudiziari, per cui fu stipulato un contratto di leasing che, si è scoperto dopo, avrebbe strozzato le casse comunali. Una vicenda lunga e complessa che ha interessato le cronache cittadine per anni e ha fatto tribolare, a loro dire, l’amministrazione Perrone. Le sempre più onerose richieste di rimborsi da parte della Selmabipiemme, proprietaria venditrice dell’immobile, hanno spinto l’amministrazione a cedere l’immobile in cambio di un contratto di affitto ultra-decennale. L’affitto che il Comune sborserà, sarà recuperato attraverso un rimborso del Ministero di Grazia e Giustizia. Praticamente la formula esistente prima dell’acquisto. Oggi, il sindaco Perrone, soddisfatto del risultato ottenuto, chiamava il Consiglio ad approvare i risultati ottenuti dalla transazione con la Selmabipiemme.

Tra i tanti interventi nell’estenuante discussione, il più pacato della consigliera Io Sud, Maria Rosaria Ferilli, ha catturato l’attenzione dell’intero Consiglio, evento assai raro. “Votate pure questa delibera, e semmai ricordatevi di aggiungere ai costi del fitto a vuoto per 23 anni, anche quelli di consulenti, avvocati, esperti e quant’altro. E non dimenticate di mettere in conto anche i danari spesi per far affiggere in città i manifesti 6 per 3 celebrativi dell’evento di oggi”. Ha concluso così, lapidaria, il lungo intervento in cui spiegava le ragioni del suo dissenso e di quello del suo gruppo che si è astenuto dal voto. “Una delibera così complessa non può essere trattata 12 ore prima del voto, in commissione, senza essere studiata e fatte le dovute valutazioni” ha commentato la Ferilli.

E’ stato l’architetto Maniglio, secondo la consigliera, a stabilire i termini e le condizioni per l’approvazione, attraverso il suo parere favorevole al cambio di destinazione d’uso dell’immobile, da uffici privati a uffici pubblici, temporaneamente in vista di una possibile cessazione del contratto di affitto. Procedure da verificare, secondo l’esponente di Io Sud, per evitare ulteriori errori. E poi ancora, quanto è conveniente per il comune scrollarsi le spese del mutuo e accollarsi quelle dell’affitto fino al 2024 e a quella data rimanere con un pugno di mosche in mano? La delibera, inoltre, era carente di dati circa la valutazione degli immobili, nessuno conosce il loro valore effettivo, della rimborsabilità dei canoni, dell’economicità dell’operazione. “Gli unici dati di cui disponiamo provengono dalla stampa – ha incalzato la Ferilli – e nonostante l’attendibilità di ciò che riportano i giornalisti, al di là delle critiche di questi giorni del sindaco sulla stampa, non si tratta di documenti ufficiali da cui attingere”. L’approvazione della delibera, senza il voto di Io Sud, lascia dietro di sé i sospetti e le promesse di continuare a vigilare sulle conseguenze di questa trattativa che appare tanto efficace.