commercianti in agitazione“Visto che la modifica dello statuto, della società partecipata Lupiae Servizi, è stata approvata pur nello scontento di tutte le parti dell’opposizione, perlomeno ci sia un controllo sulle assunzioni”. E’ quanto chiedeva ieri all’Assise il capogruppo di opposizione Antonio Rotundo

 

Prima dell’avvio dei lavori la sala consiliare è stata assediata dai commercianti del mercato bisettimanale, che continuano a protestare contro i provvedimenti adottati dal Comune, in seguito allo spostamento dell’area mercatale dal viale dello Stadio a viale Bari. Gli spazi loro assegnati non sono sufficienti, l’assessore al ramo Coclite ha tentato un dialogo che avrà seguito oggi a mezzogiorno in un incontro ufficiale.

Ancora la Lupiae a far discutere, tra mille polemiche e per oltre due ore, i partecipanti al Consiglio comunale di Lecce. Questa volta in ballo c’era la richiesta di modifica dello Statuto, una delibera già discussa in Commissione e che si rendeva necessaria in conseguenza all’”evoluzione legislativa” – si legge negli atti – presentata dal presidente della S.p.A, Pietro Scrimieri. Le modifiche riguardano sostanzialmente i servizi di competenza della Lupiae che aumentano aggiungendo tre nuove voci all’offerta: servizio di notifica degli atti amministrativi, servizio di custodia armata presso gli uffici giudiziari, costruzioni di impianti di energia elettrica da fonte rinnovabile. Tanto è bastato per scatenare la bagarre nell’Assise.

I primi ad impugnare l’atto sono stati i componenti di Io Sud, Cazzella e Mariano, quest’ultima insisteva sul chiarimento delle carte e sul confronto tra lo statuto vigente e quello in via di approvazione, mentre il capogruppo chiedeva la quantificazione reale sul risparmio che secondo i gestori societari questa modifica avrebbe apportato. Polemica politica per il gruppo Pd, il capogruppo Rotundo ha insistito sulle linee guida della gestione economica del governo centrale e sulle dichiarazioni di Tremonti e Fitto sulle partecipate: “un blocco per l’economia”. Dichiarazioni in seguito commentate dal sindaco Perrone il quale ha sottolineato che fin quando sarà alla guida del governo cittadino, la Lupiae resterà al cento per cento di proprietà del Comune. “Per il risparmio – ha proseguito in un secondo intervento la Mariano – bastava portare alla guida della società un amministratore unico, anziché l’attuale Consiglio di Amministrazione, e non aggiungere nuove voci allo statuto”. All’articolo 3 lettera (b) del nuovo statuto,infatti, ci sono due punti aggiuntivi numero 7 e 8 rispettivamente per: Costruzione, gestione e manutenzione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili; Sviluppo e valorizzazione di iniziative immobiliari. “La Lupiae Costruction si dovrà chiamare d’ora in poi”, ha sentenziato ironico il consigliere UdC Pankiewicz.

Ed è sulla questione immobiliare che l’opposizione nutre forti perplessità. La discussione si è protratta a lungo con gli interventi di numerosi consiglieri, tra favorevoli (di maggioranza) al nuovo allargamento e alla nuova offerta per vantaggi derivanti e contrari (opposizione) per modifiche da clima elettorale. La votazione nominale ha decretato l’approvazione con 25 favorevoli 7 contrari e 3 astenuti. Di rimando il consigliere Rotundo ha chiesto in un successivo O.d.G che non sia modificata la pianta organica della società così come Scrimieri aveva assicurato in Commissione; non si rendono necessarie cioè nuove assunzioni, nonostante le variazioni approvate. La richiesta di Rotundo, che non è stata approvata, ha scatenato le ire di Perrone il quale ha dichiarato che la maggioranza avrebbe votato contro, non fosse altro che per il clima di crisi generale che attanaglia la società, ben vengano quindi nuove opportunità di lavoro. Dall’opposizione la certezza che i nuovi provvedimenti siano contenitori di voti pre-campagna elettorale. Approvato anche con 21 voti favorevoli e 9 contrari il Bilancio in consuntivo del 2010 presentato dall’assessore Monosi, anche questo tra le polemiche del consigliere Pd Torricelli, certo che l’amministrazione si sta trascinando quasi 50 milioni di debiti fuori bilancio che saranno ereditati da chi succederà a Perrone.

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