La notizia della tragica scomparsa di Marco Simoncelli aleggia sul via del mare come una cappa insostenibile; il Milan gioca con il lutto al braccio (Marco tifava Milan), sugli spalti si osserva un minuto di silenzio, scrosciano gli applausi per Marco che non c’è più, e si gioca Lecce-Milan.

Lecce immediatamente a spron battuto come predicato per una intera settimana da Eusebio; i frutti arrivano già al quarto minuto: Grossmuller dipinge un calcio di punizione dal vertice dell’area con palla destinata a ll’irrompente Giacomazzi, pronto alla girata di testa, con la difesa rossonera  in bambola; magnifica esecuzione ed è l’uno a zero.
Il Lecce corre da matti, a velocità insostenibile per novanta minuti, annebbiando un Milan incredulo ed incapace di orchestrare alla sua maniera; i giallorossi non glie ne danno il tempo asfissiandolo in ogni dove: la ribalta è tutta dei salentini, Galliani, in tribuna, si icupisce inarcando le sopraciglia. Abbiati si esalta al 10° e Corvia spreca incredibilmente all’11° la girata a due metri da Abbiati.
Una squadra continua a correre, l’altra trotterella sbagliando appoggi e misura in quantità industriale. Sorge il dubbio che il Milan stenti a capire quale partita si stia giocando. Arriva il minuto 28: Abbiati interceta da calcio d’angolo ma perde la palla, Corvia la recupera ed Abbiati lo aggancia: calcio di rigore!
Batte Oddo ed è il 2-0.
Il Milan è attaccato alla canna, non sa che cosa fare, annaspa vistosamente in difesa, cincischia a centrocampo, evapora in attacco.
“BENASSI santo subito”,  esclama qualcuno in tribuna quando il portiere si inarca per deviare una palla malandrina  destinata al sacco. Il terzo gol matura al 37° ed è firmato da Grossmuller  messo nelle condizioni di giostrare a piacimento tra le “barbye” e i “cicciobello” della difesa rossonera; il Milan sta edificando, tassello dopo tassello, una figuraccia planetaria; merito in larghissima parte del Lecce; Lecce che continua a distendersi in avanti giovandosi dei rapidissimi e puntuali inserimenti di Giacomazzi, Cuadrado, Obodo e Grossmuller creando così superiorità numerica in zona sedici metri senza soverchiamente rischiare la scopertura visto che il Milan riparte come una vecchia e asfitica “balilla” mentre quei quattro hanno recuperato la posizione di copertura. Ma quanto corrono questi! Reggeranno per tutti i novanta minuti ? Intanto si va al riposo con un sontuoso 3-0.
Aquilani e Boateng in campo, al rientro, al posto di Robinho e Ambrosini; il Milan è ora un’altra squadra, ma anche il Lecce è un’altra squadra. A certificarlo è, al 4°, Boateng con un siluro che Benassi vede quando la palla è già in fondo al sacco. I muscoli del Lecce avvertono la crescente presenza di acido lattico; lo sforzo della prima frazione comincia a farsi sentire, affiora qualche preoccupazione ed una sorta di paura di perdere il patrimonio appena costruito; la lucidità vacilla, il Milan ci crede, ed infatti Boateng, al 10° fa ancora centro, questa volta con un poderoso destro dai venti metri.
Bertolacci sostituisce Grossmuller; una pedina fresca per un centrocampo abbisognevole di ossigeno.
Ancora Boateng a segno al minuto 17: diagonale di destro che Benassi intercetta senza riuscire ad impedire che la palla superi abbondantemente la linea. Il Lecce appare frastornato, subisce nella incapacità di riproporre qualcosa del magnifico primo tempo: paga probabilmente lo sforzo, le energie profuse a piene mani. Si gioca in una sola metà campo, il Milan gioca al tiro al bersaglio mancandolo per una inezia in un paio di occasioni.
Esce Corvia, Giandonato entra col compito di rinforzare gli ormeggi di un centrocampo esausto: se vincere risulta difficile è consigliabile proteggere il pareggio, ma è una sofferenza prolungata salvo qualche sporadico alleggerimento più velleitario che fruttuoso.
Yepes va in avanscoperta, Cassano gli pennella un cross sul secondo palo, colpo di testa imprendibile; il Milan ha ribaltato il risultato.
Ora non è facile trovare aggettivi che spieghino questa partita; il rischio  è quello di esondare nella banalità dei consunti luoghi comuni; ci vorrebbe la penna di Gianni Brera!
Il Milan ha costruito il suo secondo tempo vincente, il Lecce ha dilapidato il bottino del suo primo tempo andando incontro ad una sconfitta assolutamente imprevedibile dopo 45 minuti di gioco. Il più acceso tra i tifosi milanisti non avrebbe scommesso un . . .  dollaro bucato!

 

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